Resterà in carcere il 42enne residente in un comune della Bassa Romagna, arrestato domenica con l’accusa di avere violentato la vicina di casa, dopo averla ospitata dal 17 al 21 luglio scorsi con la scusa di aiutarla a risolvere la crisi di coppia con il fidanzato. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Janos Barlotti, sciogliendo la riserva seguita all’interrogatorio di garanzia dell’indagato. Secondo il gip, la versione dei fatti fornita dall’uomo è «inattendibile» e «contraddittoria», tanto da rendere concreto il pericolo di reiterazione e di inquinamento probatorio rimarcati nell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice Andrea Galanti su richiesta del sostituto procuratore Antonio Vincenzo Bartolozzi.

Le indagini condotte dagli agenti del commissariato di Lugo erano partite non appena la ragazza, lo scorso 26 luglio, si era recata al pronto soccorso assieme al compagno. Aveva raccontato di essere stata accolta a casa del vicino assecondando la proposta di quest’ultimo di aiutare lei e il fidanzato a superare i problemi di coppia. Appena trasferita, tuttavia, sarebbero iniziate le violenze: almeno tre gli episodi di abusi sessuali, contornati da punizioni come “sculacciate” (20 cucchiaiate nel gluteo sinistro) e due mozziconi spenti in un polso. Agli abusi avrebbe partecipato – secondo la ricostruzione della Procura – anche la moglie del vicino, attualmente indagata a piede libero. Tra le accuse figurano anche le aggravanti dell’utilizzo di cocaina e della presenza di minori in casa, durante i fatti.

Il 42enne, difeso dall’avvocato Nicola Casadio, aveva negato tutti gli addebiti, accusando a sua volta la presunta vittima di avere inventato una versione calunniosa per vendicarsi, ritenendolo responsabile della fine della relazione con il fidanzato. FED.S.

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