Violenza sessuale tra Rimini e il Rubicone, in carcere il bidello

Violenza sessuale tra Rimini e il Rubicone, in carcere il bidello
La sede della Corte d'appello di Bologna

È tornato in carcere il 36enne residente nella zona del Rubicone che lavorava come bidello nel Riminese, accusato di adescamento e violenza sessuale ai danni di due adolescenti, di 17 e 15 anni. La Procura di Forlì aveva fatto ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale del Riesame di Bologna che nel dicembre scorso lo aveva scarcerato a poche settimane dal primo arresto, compiuto da Squadra Mobile di Forlì e Servizio centrale operativo della polizia di Stato (Sco). I giudici romani avevano accolto la richiesta formulata del sostituto procuratore Lucia Spirito, annullando la decisione del Riesame e rimandando la decisione ad un’altra sezione dello stesso Tribunale.
Nei giorni scorsi, la nuova sentenza e il ribaltone. È stata ritenuta consistente l’accusa di violenza sessuale a carico di minori e quindi l’uomo è stato arrestato e portato in carcere. Nella decisione dei giudici di Bologna ha inciso la valutazione data dalla Cassazione agli atteggiamenti tenuti dal bidello con i ragazzi: se in un caso un bacio sulla bocca è certamente un atto che fa configurare il reato, anche nel secondo episodio contestato è ravvisata una condotta che ipotizzi il reato di violenza sessuale ai danni di minore, vale a dire l’abbraccio con baci sulla fronte perché, secondo i giudici, avrebbe creato un ambiente tra i due finalizzato alla violenza. Sulle basi di queste indicazioni è scattato il nuovo arresto per il bidello.
L’uomo era finito in manette nel novembre scorso, dopo che l’indagine coordinata dalla procura di Forlì, aveva permesso di raccogliere elementi che avvalorassero la tesi di comportamenti poco appropriati dell’uomo verso alcuni adolescenti, adescati con la scusa di promuovere la loro carriera di musicisti e youtuber, ma in realtà poi molestati con palpeggiamenti, baci e abbracci, e attirati anche con riti e poteri magici, con la lettura delle carte e la capacità di togliere negatività dalla vita dei giovanissimi. Secondi gli inquirenti i fatti contestati sarebbero avvenuti nella zona del Rubicone e nel Riminese. Il bidello si presentava ai giovanissimi, conosciuti durante feste e incontri con deejay, come persona che aveva gli agganci giusti con vip per permettere ai minorenni di realizzare video musicali che sarebbero stati poi inseriti su Instagram e Youtube, consentendo loro di avere molti followers e garantire una rapida ascesa nel mondo dello spettacolo. Seguivano conversazioni tramite whatsapp con gli adescati che diventavano sempre più frequenti e sempre più intime.
Nel novembre scorso era stata eseguita l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, ritenendo pericolosa la condotta del bidello. L’avvocato difensore, Massimiliano Orrù, aveva fatto ricorso al Riesame e i primi giudici avevano rimesso in libertà il 36enne dopo poche settimane. Ora il nuovo ricorso della Procura alla Cassazione che ha portato a una nuova ordinanza di carcerazione del Riesame.

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