Violenza di genere, 250 richieste di aiuto a Rimini nel 2021

Gli episodi di violenza di genere sono “pericolosamente in crescita”, anche a Rimini, e “non solo perché le donne sono più propense a sporgere denuncia rispetto al passato, ma proprio perché la donna continua a subire nuove forme di violenza e prevaricazione che sembrano accentuarsi anziché diminuire”. Lo sottolinea la vicesindaco Chiara Bellini durante l’intervento al convegno di ieri pomeriggio “La gelosia non uccide. Femminicidio e violenza di genere”, organizzato dal Comune in collaborazione con le diverse associazioni del territorio. Nel 2021 sono state circa 250 le richieste di aiuto da parte delle vittime ai diversi sportelli di aiuto; oltre 6.000 le notti di ospitalità per donne e minori vittime di violenza fisica o psicologica; più di 30 le donne ospitate, e più di 40 i minori, nelle case rifugio. Tra i cittadini che hanno partecipato all’incontro, una cinquantina circa, erano presenti anche i figli della vittima del recente femminicidio avvenuto a Rimini a fine aprile che hanno incontrato Bellini. Che sottolinea come la loro “coraggiosa presenza debba responsabilizzarci tutti, amministrazione, associazionismo, società civile, cittadini, verso la diffusione di una vera cultura antiviolenta”. L’amministrazione, conclude, lavora per “ampliare le attività culturali e di sensibilizzazione, di concerto con coloro che in prima linea si battono per il contrasto alla violenza”.

Quella sulle donne, evidenzia la presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emma Petitti, “non è un fatto privato ma coinvolge ognuno di noi”. Del sistema di contrasto e prevenzione “fanno parte anche le Forze dell’ordine”, sottolinea il comandante provinciale dei Carabinieri Mario La Mura, ricordando che sono due le stanze, di cui una a Rimini, per accogliere e ascoltare le persone più fragili, vittime di violenza, con personale dedicato e appositamente formato. D’altronde, tira le fila la questore Rossana Lavezzaro, “l’ascolto e il soccorso alle donne vittima di violenza per ogni uomo della Polizia e delle Forze dell’ordine deve essere un dovere assoluto”.

 Gli episodi di violenza di genere sono “pericolosamente in crescita”, anche a Rimini, e “non solo perché le donne sono più propense a sporgere denuncia rispetto al passato, ma proprio perché la donna continua a subire nuove forme di violenza e prevaricazione che sembrano accentuarsi anziché diminuire”. Lo sottolinea la vicesindaco Chiara Bellini durante l’intervento al convegno di ieri pomeriggio “La gelosia non uccide. Femminicidio e violenza di genere”, organizzato dal Comune in collaborazione con le diverse associazioni del territorio. Nel 2021 sono state circa 250 le richieste di aiuto da parte delle vittime ai diversi sportelli di aiuto; oltre 6.000 le notti di ospitalità per donne e minori vittime di violenza fisica o psicologica; più di 30 le donne ospitate, e più di 40 i minori, nelle case rifugio.
Tra i cittadini che hanno partecipato all’incontro, una cinquantina circa, erano presenti anche i figli della vittima del recente femminicidio avvenuto a Rimini a fine aprile che hanno incontrato Bellini. Che sottolinea come la loro “coraggiosa presenza debba responsabilizzarci tutti, amministrazione, associazionismo, società civile, cittadini, verso la diffusione di una vera cultura antiviolenta”. L’amministrazione, conclude, lavora per “ampliare le attività culturali e di sensibilizzazione, di concerto con coloro che in prima linea si battono per il contrasto alla violenza”. Quella sulle donne, evidenzia la presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Emma Petitti, “non è un fatto privato ma coinvolge ognuno di noi”. Del sistema di contrasto e prevenzione “fanno parte anche le Forze dell’ordine”, sottolinea il comandante provinciale dei Carabinieri Mario La Mura, ricordando che sono due le stanze, di cui una a Rimini, per accogliere e ascoltare le persone più fragili, vittime di violenza, con personale dedicato e appositamente formato.
D’altronde, tira le fila la questore Rossana Lavezzaro, “l’ascolto e il soccorso alle donne vittima di violenza per ogni uomo della Polizia e delle Forze dell’ordine deve essere un dovere assoluto”.

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