Villa Inferno: anche l’imputato di Cesena al patteggiamento

Villa Inferno: udienza rinviata a gennaio. Il Gup ha ricevuto (anche da alcuni dei principali imputati) una pioggia di richieste “di attesa”: per istruire alcuni riti abbreviati ma soprattutto per concordare con la Procura della Repubblica patteggiamenti e chiudere la propria posizione processuale.

Tra le persone che chiederanno di patteggiare c’è anche il cesenate Fabrizio Cresi: dalla cui abitazione bolognese è partita tutta l’indagine. Ancora l’accordo è da stringere ma l’ipotesi su cui si ragione è quella di una pena attorno a due anni ed un mese di reclusione.

L’appuntamento di ieri, primo davanti al gup Alberto Gamberini (pm Stefano Dambruoso) era nell’aula bunker del carcere della Dozza dove erano presenti tutti gli avvocati ma soltanto un paio dei principali protagonisti tra gli imputati: come il proprietario della villa di Pianoro Davide Bacci (anche lui sta ipotizzando di cercare un accordo per patteggiare la pena) o chi è accusato di aver partecipato ad incontri a luci rosse video registrati con minori, tra sauna, piscina e cocaina come l’ex capo ultras della Virtus Luca Cavazza. Tanti i legali che hanno evidenziato la necessità di attendere prima di proseguire nell’udienza preliminare avendo già anche raggiunto con la parte civile accordi di tipo economico per i risarcimenti.

Fabrizio Cresi, l’uomo di origini cesenati (da tempo trasferitosi a Bologna) alla chiusura dell’indagine da parte dei carabinieri (difeso dall’avvocato Donata Malmusi) era finito ai domiciliari ed aveva raccontato la sua verità rispondendo alle accuse mosse. Ora è libero.

Fisicamente non è mai entrato alla cosiddetta “Villa Inferno” per festini a base di sesso e cocaina. Ma l’inchiesta è partita “da lui”, cioè da quando la madre della 17enne coinvolta nella vicenda che ne aveva denunciato la scomparsa, aveva innescato le ricerche da parte delle forze dell’ordine. L’ex fidanzata di Fabrizio Cresi si era presentata a casa del parrucchiere di origini cesenati con la 17enne. Dove stando alle accuse mosse dalla stessa minorenne, avrebbe acquistato 150 euro di cocaina, consumandola in gran parte in casa, e dove Cresi gli avrebbe fatto delle proposte di prostituirsi all’estero.

Il cesenate ha sempre ammesso il consumo di stupefacenti. Ma ha negato con forza di averne venduti alla ragazzina sia di averle mai fatto delle proposte legate alla prostituzione in altri Paesi.

Cresi ha 48 anni. Ha frequentato le scuole a Cesena fino alle superiori e sempre in città ha intrapreso le prime esperienze professionali lavorando in saloni di parrucchieri.

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