Il nuovo video del Duo Bucolico

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RIMINI. Antonio Ramberti e Daniele Maggioli sono il Duo Bucolico, band riminese che da molti anni si distingue a livello nazionale per uno stile perfettamente bilanciato tra l’ironia, a volte surreale, e il messaggio serio nei testi, per un suono acustico che pesca nel popolare, senza replicare i mille esempi di folk- rock attualmente presenti sul mercato. Come i clown, dicono cose serie facendo sorridere; succede ne “Il neuroscettico”, secondo singolo estratto dal loro settimo album “Random”, il pezzo più politico del disco.
«Il brano rispecchia la confusione che aleggia in Europa e nella nostra testa – spiega Ramberti –. È un’epoca in cui le novità spaventano, e non danno frutti immediati; è il caso dell’Europa, che, essendo ancora giovane, ha bisogno di tempo per svilupparsi e diventare qualcosa di concreto. Il protagonista del brano fa di questa confusione una bandiera, perché comincia felice della fine dell’Europa, con le frontiere ripristinate, tanto che porta la fidanzata a vedere le nuove frontiere, con tanto di muri e soldati, poi viene preso dallo sconforto, e pensa che si tratti di una strada sbagliata. A quel punto si innervosisce, sbraita cose a caso, e da “euroscettico” si trasforma in “neuroscettico”. Questo atteggiamento, secondo noi, rispecchia molto i tempi che viviamo».
Il resto dell’album è invece una geniale rassegna di storie di personaggi che sembrano usciti dal un circo, che rimanda a Fellini e alla vostra Rimini.
«Rimini, e la Romagna più in generale, sono da sempre il territorio, non solo fisico, in cui ambientiamo le nostre storie, e certamente non possiamo prescindere da Fellini, con cui siamo cresciuti. Il circo e i suoi personaggi sono sempre stati per noi un modo per aprire delle tematiche, anche politiche, come in “Scemo per scelta”, il cui protagonista sceglie di rimanere ignorante perché secondo lui ritorna così alla natura, e dice: “io non ho mai aperto un libro perché è una perdita di tempo. Voglio vivere”».
Anche dal vivo amate usare un’immagine clownesca e circense.
«Più io di Daniele, e più in passato che adesso. Ultimamente ci stiamo indirizzando verso una dimensione più surreale. Quando abbiamo cominciato, quindici anni fa, andavamo nei festival di strada a studiare le dinamiche e il modo di porsi di clown e saltimbanchi. Ora quel mondo è più rarefatto e meno caricaturale nei nostri concerti».
Durante la scorsa estate avete partecipato al “Jova beach tour”, e nel disco avete lavorato con alcuni collaboratori di Jovanotti, e altri noti maestri italiani della sala d’incisione.
«Tutti i nostri dischi cominciano con Daniele ed io che ci chiudiamo a casa mia a buttar giù le tracce, poi parte un lavoro di apertura verso altri artisti, che stavolta ha visto aggiungere alla band e nel disco Tommaso Graziani e Lorenzo Perinelli, detto Tonino 3000. Con loro abbiamo sviluppato e arrangiato i brani, poi è intervenuto al mixer Leonardo Fresco Beccafichi, braccio destro storico di Jovanotti, che ci ha raggiunto in studio a Città di Castello per l’incisione. Lui padroneggia una tecnica che ci ha permesso di portare sul disco i suoni del concerto, cosa che cercavamo da tempo, e non eravamo mai riusciti a fare».

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