Via le auto, ma la bici dove la metto?

Via le auto, ma la bici dove la metto?

Il sindaco Gnassi prosegue nella sua (giusta) battaglia per limitare l’uso delle auto a Rimini, fino a bandirle da intere zone della città (centro e lungomare i prossimi obiettivi). Sono pienamente d’accordo, ma… Ok, è un tema impopolare, perchè “già ci sono troppe piste ciclabili che tolgono spazio ai parcheggi”, “già ci sono troppe libertà e troppo poche sanzioni per i ciclisti”, e così via. Ma per me è un tema abbastanza importante: a Rimini mancano i parcheggi per le bici. Proprio quest’anno, in questo mese, festeggio i miei primi dieci anni completamente a due ruote.

Nell’aprile del 2009 mi ritrovai l’auto parcheggiata sotto casa completamente distrutta da un ubriaco che alla guida del suo veicolo aveva perso il controllo e fatto un filotto di 4 o 5 mezzi in sosta. Vista l’imminente stagione estiva decisi di aspettare a comprarne un’altra. E all’arrivo dell’inverno decisi di aspettare ancora. Sono passati dieci anni e sto ancora aspettando.

Rimini è comoda da girare in bici, a volte un po’ meno (con pioggia o neve, ma non è colpa della città). Le distanze sono abbastanza ridotte. Certo, alcune piste ciclabili non sono il massimo, ma bisogna considerare che sono state ricavate con i pochi spazi lasciati a disposizione da una cementificazione precedente forse in alcuni casi eccessiva.

È comoda, dunque, ma per una “passeggiata” in bici. Perchè usando invece solo la bicicletta in qualsiasi occasione, che sia lavorativa, sociale, mondana o altro, il problema maggiore che ho riscontrato è proprio la carenza di stalli o rastrelliere dove lasciare la bicicletta. Soprattutto in prossimità dei luoghi di richiamo o attrazione. Il teatro Novelli è un esempio eclatante. I parcheggi per le bici sono gli alberi o i pali della segnaletica stradale più vicini. Lo stesso discorso vale per tutti i locali del lungomare (a meno che non si vada a parcheggiare in spiaggia). Sempre in tema di teatri sarebbe bello che il nuovo Galli avesse anche una dotazione sufficiente di posti per le bici nelle vicinanze. E dal teatro il discorso si estende a tutto il centro storico, troppi pochi posti: qualche rastrelliera nelle piazze Tre Martiri, Cavour e Ferrari e gli stalli lungo via Tempio malatestiano e qualche altra via. I parcheggi preferiti rimangono quindi i segnali stradali, i portici, le recinzioni degli scavi archeologici. Tralascio il discorso relativo alla stazione, perchè è in corso l’iter per il rifacimento dell’intera area. E’ ovvio che sono strafavorevole a una Rimini a misura di biciclette, ma l’importante sarebbe che fosse a misura anche di chi ogni tanto ha bisogno di scendere dalla bicicletta e parcheggiarla per recarsi in un posto. (E già che ci siamo, magari con gli stalli alti dove sia possibile legare anche il telaio, per evitare di ritrovare al ritorno solo la ruota della bici…)

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Roberto Masini
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Direttore responsabile. Riminese, classe 1964, tra i soci fondatori che diedero vita all'esperienza del Corriere Romagna nel 1993.

2 commenti

  1. Mi sembra un problema quasi inesistente, è sufficiente dotare la bici di un cavalletto e può essere “parcheggiata” dove si vuole. Questo però è il punto: non dove si vuole se possibile e sarebbero necessarie aree adeguate, per evitare un’anarchia ciclistica che deturpi la visuale e possa dare fastidio, Lo sto scrivendo da ciclista che si muove sempre in bici in città (a Misano però) e come me tutta la mia famiglia. Tutte le nostre bici sono dotate di cavalletto.

    1. E non te la rubano più facilmente senza assicurarla ad un palo o altro? Solo lasciata con cavalletto? A Rimini ci sono molti furti di bici?

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