Il vescovo: No a divisioni sul celibato, a Ravenna servono nuovi preti

Il vescovo: No a divisioni sul celibato, a Ravenna servono nuovi preti

RAVENNA. «Sul celibato sacerdotale non è stato detto nulla di nuovo. Il papa emerito ha ribadito una forma che nella chiesa cattolica è immutata da secoli».
Commenta così l’Arcivescovo di Ravenna, Lorenzo Ghizzoni , le frasi di Benedetto XVI pubblicate in anteprima dal quotidiano francese “Le Figaro”, tratte del libro “Dal Profondo Dei Nostri Cuori”, scritto a quattro mani dal papa emerito e dal cardinale d’origine guineiana Robert Sarah, che uscirà domani nella sua edizione francese.

Nelle ultime settimane, tra la comunità religiosa e, soprattutto, in Vaticano, la discussione sull’indispensabilità del celibato sacerdotale si è infiammata, proprio in attesa di un Sinodo firmato da Papa Francesco che, secondo i pronostici, potrebbe riformare la tradizione cattolica rivoluzionandone i pilastri.
La questione, che ha sollevato un polverone mediatico non da poco, vede da una parte l’attuale Vescovo di Roma, costretto a fronteggiare un’estrema carenza di parroci che ormai perdura da tempo, problema verso cui la soluzione più pratica sembra la concessione dell’accesso al presbiterio a diaconi sposati; dall’altra l’ex Pontefice Ratzinger, che dall’alto della sua esperienza da illustre teologo, appellandosi alle parole di Sant’Agostino dichiara di “non poter tacere” di fronte allo smantellamento di un principio cardine del cattolicesimo come quello del celibato.

Le parole del vescovo

«In realtà, – spiega Ghizzoni – non siamo davanti ad una sorta di sfida o competizione, dove due fazioni si scontrano e una finisce per predominare. Questo documento che Bergoglio pubblicherà può solo, per ora, essere oggetto di pronostici e speculazioni che non necessariamente corrisponderanno a verità. Il Sinodo – approfondisce – cercherà di risolvere un’emergenza in corso. Si tratterebbe di un’eccezione, come quella approvata dallo stesso Ratzinger nel 2009, che permise ad un certo numero di pastori anglicani di diventare prelati cattolici a tutti gli effetti».
Per alcuni, quindi, ordinare uomini già sotto il vincolo del matrimonio potrebbe non rappresentare, in alcuni casi di necessità, “una catastrofe pastorale” o “una confusione ecclesiologica”, epiteti riservati al dilemma dallo stesso cardinal Sarah.

«Personalmente – riassume Ghizzoni – credo che il celibato sia una condizione molto importante del sacerdozio, un valore aggiunto di esemplare rilevanza. Non si intenda, però – avverte ulteriormente l’arcivescovo di Ravenna e Cervia – che io parli da una posizione schierata perché, ripeto, nel presente contesto di coalizioni opposte non ve ne sono».
L’arcivescovo ha poi fatto sapere che il “calo nelle vocazioni” non è un argomento che riguarda solo la regione amazzonica: anche in Italia, infatti, sono più di quattromila i diaconi che aiutano i parroci a mandare avanti le chiese.
« A Ravenna da decenni c’è un forte bisogno di nuovi officianti. – prosegue Ghizzoni – I diaconi non possono celebrare l’eucarestia, i loro compiti riguardano tutto ciò che concerne da vicino la parrocchia, come la beneficenza e l’assistenza durante le funzioni».

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