Casa Zanni all’asta per 630.756 euro, a fronte di uno sconto del 76%. La cifra abbatte così il prezzo di perizia iniziale che era stato fissato in 2.658.000 euro.
L’ultima asta, pochi giorni fa, è andata deserta - spiegano dallo Studio associato Fesani che cura la vendita - così, a stretto giro, si procederà a quella successiva. Nulla di fatto, dunque, per il complesso di via Casale a Villa Verucchio: un lotto composto da ristorante, bar - gelateria, macelleria, due appartamenti, aree urbane e cortile che si sviluppa su una superficie totale di quasi 3.500 metri quadrati.
Un po’ di storia
Fondato nel 1919, il locale è presto diventato un tempio dei sapori romagnoli, celebrato soprattutto per la pasta fresca con la classica sfoglia tirata “al matterello”, ma anche in ragione della carne tagliata al momento e cotta alla brace scoppiettante del grande camino posto sull’ingresso. Senza dimenticare i vini provenienti dalla tenuta Montefarneto della storica famiglia dei proprietari, poi spillati dalle caratteristiche botti, mentre la piada veniva cotta sulla vecchia stufa a legna. Gesti antichi che valsero nel 1997 il riconoscimento da parte del Tribunato di Romagna dell’ambito titolo di “Ca’ dla Rumagna”.
Gli anni più recenti
Il complesso ha cambiato pelle nel 2020 quando la famiglia Zanni ne ha ceduto la gestione tanto che il ristorante è ancora perfettamente operativo.
In quel periodo sono però emerse le prime criticità della vecchia gestione che nel 2021 aveva avanzato un piano di concordato preventivo nel tentativo di sanare i debiti. Una proposta che tuttavia non convinse il tribunale di Rimini che stabilì di dichiarare il fallimento della storica srl. Era l’inizio del 2023.
A fronte di debiti per un totale di 4 milioni e 443mila euro, risultava un attivo di 2 milioni e 381mila euro. Tra i creditori della società che avevano presentato la richiesta di fallimento anche diversi ex dipendenti che non avevano ricevuto il Tfr (trattamento di fine rapporto, ndr). Una situazione però che non riguardava affatto la gestione successiva, quella della riccionese Albatros subentrata nel 2020 con un contratto di sei anni.
Le aste
Quanto alle aste, nel luglio del 2024 il prezzo base era già sceso a 1.495.125 euro, come offerta di partenza mentre il rialzo minimo, all’epoca era fissato a 30mila euro. Il martelletto però aspetta ancora di segnare con un colpo netto la fine della storia.