Verucchio, ristoratore cucina e porta il cibo ai bisognosi

VERUCCHIO Da un lato il gesto di generosità di un ristoratore locale che si è proposto di cucinare pranzi

domenicali per le famiglie bisognose, dall’altro la rete dello Sportello Sociale, a chiudere

idealmente il cerchio la sindaca Stefania Sabba e l’assessora ai servizi sociali Eleonora Urbinati

che, dopo aver coordinato e messo in essere la bella iniziativa di solidarietà, nella domenica di

Pasqua si trasformeranno in driver al fianco della Protezione Civile per portare il pasto e un augurio

ai concittadini più in difficoltà.

“Tutto è nato dal titolare di PiadaStyle Andrea Semprini, che ci ha contattato per manifestare

l’intenzione di preparare qualche primo piatto per il pranzo della domenica da destinare ai

verucchiesi in difficoltà. Abbiamo quindi raccolto questa lodevole disponibilità e attivato le

assistenti sociali del nostro Sportello, che si occupano di individuare le situazioni critiche da

coinvolgere e hanno una mappatura del bisogno: oggi si parte con le prime quattro famiglie, che

saranno raggiunte a domicilio dal personale della Protezione Civile con le pietanze cucinate da

Semprini. Cui va tutto il nostro plauso e ringraziamento nella speranza che il suo esempio possa

fare scuola ed essere seguito da altri” spiegano le amministratrici.

E, come detto, domenica prossima saranno proprio Stefania Sabba ed Eleonora Urbinati ad

affiancare i volontari nella distribuzione. “Accompagneremo il personale della Protezione Civile per

portare un saluto che rappresenti tutta l’amministrazione e fare un augurio di Pasqua in segno di

vicinanza in un periodo di grande sofferenza. Momento in cui si registra per fortuna anche una bella

solidarietà e si rafforza il senso di comunità, tanto che alcuni cittadini ci hanno segnalato situazioni

di emergenza figlie del blocco economico da Coronavirus che abbiamo sottoposto all’attenzione

della nostra rete sociale. Una sorta di controllo di vicinato, un prendersi cura del prossimo, che

auspichiamo entri sempre più nella consuetudine dei verucchiesi”.

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