Verucchio, “mia figlia disabile per mesi senza educatrice”

«Restiamo senza educatrice domiciliare per mesi con tutti i contraccolpi del caso in una quotidianità già complicata». A dichiararlo, Simona Quadrelli, madre di Chiara Selussi, quindicenne disabile di Villa Verucchio. Nonostante sia salita alla ribalta per la raccolta fondi che le ha accordato anche il sostegno della Nazionale cantanti, è un percorso ancora tutto in salita quello con cui la giovane fa i conti. Eppure per lei che non parla, non cammina ed è ipovedente, un sostegno in casa risulterebbe una boccata d’ossigeno e un trampolino per nuove, piccole esperienze. «Sono 8 anni che tramite la cooperativa Cad, l’Ausl ci manda un aiuto due volte settimana per 4 ore totali», spiega Simona. «Le educatrici vanno e vengono, ne ricordo almeno 9 solo negli ultimi 3 anni, quando i problemi si sono aggravati, allungando i periodi in cui Chiara resta scoperta perché la Cad non ha personale». L’altro scoglio?

«La cooperativa non comunica con noi, i nostri figli sono dei numeri ed ogni volta bisogna ripartire da zero». Il peggio è che «l’assistente sociale viene avvertita in ritardo. Senza dimenticare che siamo senza educatrice perché l’unica disposta a venire propone orari non compatibili con i nostri. Impossibili da accettare, perché la nostra vita si basa sugli impegni di Chiara, dalla fisioterapia, all’agopuntura, peraltro tarati da sempre su quelli della Cad». E allarga le braccia: «L’ultima volta abbiamo atteso 3 mesi, sono davvero avvilita».

«Il Covid ha inasprito criticità preesistenti, – replicano dalla Cad – perché pochi si vogliono spendere in questo lavoro». E proseguono: «Riceviamo sempre meno curricula, nonostante la costante apertura alle assunzioni e intanto i 70 operatori sono pochi per coprire il distretto tra Riccione e Rimini». Ora l’educatrice in questione «ha scelto di non proseguire, ma l’assistente sociale sapeva già tutto il 14 febbraio». Sarebbe più facile un nuovo ingresso, riconoscono, che prenda il pacchetto di lavoro della collega precedente, tuttavia si è dovuto inserire Chiara negli orari liberi di una dipendente. Orari esigui, ribadiscono, «visto l’aumento di richieste in pandemia da parte degli enti». Dichiarano tuttavia di essere in attesa di un’altra figura, forse già dalla prossima settimana.

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