La “carta d’identità” secolare è stata affissa fino a ieri mattina fra la macelleria e il maxi camino che agli inizi del ’900 serviva quello che era un frantoio. È lì, nel testamento di Zanni Antonio fu Carlo datato 19 luglio 1929, che si scorgono le prime pagine di una delle più grandi storie imprenditoriali della Romagna se non dell’intero Stivale: la storia di Casa Zanni.
Un tempio della tradizione che nel 2019 ha tagliato il traguardo di 100 anni di attività di famiglia, un secolo di ristorazione tramandata di padre in figlio per ben quattro generazioni che il Comune di Verucchio ha deciso di celebrare con un attestato consegnato a Marina Bindi dalla sindaca Stefania Sabba e una delegazione di amministratori alla vigilia delle feste di Natale. Le ultime a conduzione diretta della famiglia Zanni, perché il 31 dicembre l’attività è stata ceduta in affitto d’azienda alla Albatros srl con un contratto della durata di sei anni più sei. «Non si tratta però di titoli di coda o di fine della storia, ma di un rilancio con linfa nuova per non fare la fine di quelle case reali in cui si era tutti dello stesso sangue e si rischiava di diventare emofiliaci» premette subito Marcello, 70 anni fra poco più di un mese spesi quasi interamente respirando il profumo di brace.
Il nuovo corso è timbrato Albatros srl, società che vanta già fortunate gestioni di locali come quelle dell’Hakuna Matata al Marano o del Maccaroni a Riccione. L’amministratore unico Francesco Panico era a Casa Zanni anche ieri mattina, già sul pezzo, e traccia in real time traiettorie e perimetri.

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