Verso Santiago, da Zamora a Tabara

Chiesa di Montamarta con annesso piccolo cimitero

Oggi nona tappa da Zamora a Tabara di circa 64 km ondulata-pianeggiante con forte vento contrario negli ultimi 20 km. 

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Che fatica!! Paesaggio molto differente: nella prima parte campagne solitarie, scarsamente coltivate e con bestiame pressoché  assente. Numerosi falchi e falchetti che volteggiavano sulle nostre teste. Poi con l’incontro  del fiume Esla, che si attraversa su un lungo ponte, la vegetazione diviene più  abbondante, più  verde, meno aspra. Usciti da Zamora la strada scorre pressoché  piatta sino a Montemarta. L’embalse di Ricobayo è  sconsolatamente vuoto.Lo sguardo si perde nel nulla; qualche isolata chiesetta sparsa in mezzo ai campi come a Montemarta e a Riego del Cammino dove si continuano ad osservare sui campanili nidi di cicogna. Si arriva a Granja de Moreruela paesino semiabbandonato  dove termina il percorso della Plata. Qui il Camino si divide come illustrato da alcune placche poste sulla facciata della chiesa da parte dell’associazione Ramon Castro; da un lato si continua per Astorga e ci si ricollega al Camino Francese e dall’altro si devia per la regione galiziana di Sanabria da cui il nome di Camino Sanabrese.  Noi abbandoniamo la N-630 che ci ha accompagnato da Siviglia per intraprendere il Camino Sanabrese. Granja conserva tantissime vestigia della sua antica importanza  di centro di smistamento dei Camini che vi giungevano. È  veramente triste vederla così  decaduta, immaginando sicuramente uno stato passato decisamente diverso. Il flusso dei pellegrini è  sempre scarso non più di 5-6 anche oggi a piedi e in bicicletta. Sono tutti schivi, silenziosi quasi timorosi di voler turbare il silenzio che ci avvolge. Ho incontrato una  pellegrina,  una giovane donna sola e un attempato pellegrino olandese in compagnia di un amico, tutti  a piedi; lo stesso sorriso stampato sui loro volti, le due parole magiche che i pellegrini si scambiano fugacemente quando si incrociano: Buen Camino. Questa è  la solidarietà, la fraternità, la comunione del Camino di Santiago. Una cosa unica! Alla fine Tabara amministrata un tempo dall’Ordine  dei Temolari ci accoglie per concederci il meritato riposo. Bella la chiesa di Santa Maria (XII sec) con torre quadrata. Qui esisteva un centro di produzione di codici miniati molto importante legato ai Domenicani. Immancabili i nidi di cicogna che sono una costante da molti chilometri.  Alla cena presso il ristorante rurale El Roble si incontrano nuovamente i due pellegrini olandesi che hanno raggiunto Tabara. Ci si augura buona notte e Buen Camino. Domani decima tappa da Tabara a Puebla de Sanabria. Si avvicinano le montagne ma si avvicina anche Santiago! Buen Camino!


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