Verso la “transizione giusta”: il bilancio sociale di Hera

Il numero è di quelli importanti: 375 milioni di euro. È questo il valore economico distribuito sul territorio romagnolo dal Gruppo Hera, come racconta, in occasione della pubblicazione del Bilancio di Sostenibilità 2021, Filippo Bocchi, Direttore Valore Condiviso e Sostenibilità della multiutility.

«La Romagna – sottolinea Bocchi, parlando con il Corriere Romagna – è uno dei territori dove il Gruppo Hera ha le proprie origini. Anche per questo siamo particolarmente soddisfatti nel rendicontare tutti indicatori in crescita riguardo lo sviluppo di questa terra».

I numeri sono così distribuiti tra le province: 116 milioni per Forlì-Cesena, 104 per Rimini, 155 per Ravenna. Tre le direttrici di creazione di valore prese in considerazione dal bilancio: perseguire la neutralità di carbonio, rigenerare le risorse e chiudere così il cerchio, abilitare la resilienza e innovare. Obiettivi che Hera cerca di declinare in base alle esigenze dei singoli territori. «Il bilancio – spiega Bocchi – è strutturato con focus specifici per i territori e dietro c’è uno scopo molto importante: pensare ogni giorno a come fare crescere le comunità che serviamo e generare valore condiviso, senza dimenticare che ognuna di loro ha caratteristiche e bisogni differenti».

Qualche esempio concreto. Nella direzione del perseguimento della neutralità del carbonio, il comune di Forlì ha affidato a Hera e alla sua energy service company la gestione di 192 edifici comunali per nove anni, con un risparmio energetico a regime, grazie all’efficientamento che verrà messo in atto, del 17,5% all’anno; a Ravenna il Gruppo Hera ha firmato un memorandum per lo sviluppo della filiera dell’idrogeno green e la produzione di energia rinnovabile per il trasporto pubblico locale.

Rispetto all’obiettivo di rigenerare le risorse e chiudere il cerchio per promuoverne un utilizzo più efficace, a Cesena il Gruppo ha firmato un protocollo per mettere in sicurezza il torrente Cesuola; a Lavezzola, in provincia di Ravenna, ha terminato i lavori di potenziamento del depuratore; a Santarcangelo di Romagna ha potenziato il sistema idrico, rendendolo più sicuro ed efficiente.

Per quel che riguarda resilienza e innovazione, molto si è fatto per installare sempre più contatori di gas elettronici, che sono ormai l’87% nella provincia di Forlì-Cesena e addirittura il 95% nel ravennate.

«Puntiamo a uno sviluppo sostenibile – chiosa Bocchi – ma anche economico e sociale. In Europa e ormai anche nel nostro Paese le istituzioni parlano di ‘transizione giusta’. Abbiamo fatto nostro questo concetto perché ci rappresenta a pieno: significa che il futuro sostenibile deve essere costruito in modo graduale, senza lasciare nessuno indietro».

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