Venti medici no vax sospesi a Rimini lavorano a San Marino

L’indagine del Nas dei carabinieri, che sta esaminando la lista dei medici sospesi per stanare quelli che continuano ad esercitare la professione, lambisce San Marino. Una ventina di medici riminesi infatti ha tentato di continuare a lavorare in ambulatori e cliniche sammarinesi e forse, per qualche giorno, c’è riuscito. Almeno fino a quando l’Ordine dei medici di San Marino è riuscito ad identificarli e sospenderli a sua volta. «Cosa non automatica – spiega il presidente dell’Ordine Davide Forcellini –. I medici italiani che esercitano qui devono essere iscritti al registro dei consulenti, ma non sappiamo in tempo reale chi siano i sospesi dall’Ordine di Rimini, che per motivi di privacy, non può comunicarceli. Dobbiamo quindi andare a cercare le singole sospensioni una volta che sono rese note nell’albo di Rimini e procedere alla sospensione dal registro». Nel frattempo dunque qualche medico riminese ha continuato ad esercitare pur essendo sospeso perchè non vaccinato.

Una difficoltà, quella dei rapporti tra Ordini che spiega Maurizio Grossi, presidente dei medici di Rimini. «San Marino non essendo nell’Unione europea non è nel sistema di Alert che in tempo reale fornisce al ministero italiano e a tutti i Paesi europei il nome dei medici sospesi». E quindi deve agire di sua iniziativa cercando i medici iscritti al registro e verificando, uno a uno, che tipo di provvedimento abbiamo subito. E si parla di circa duecento medici “stranieri”, contro la 50ina di quelli iscritti all’Ordine sammarinese. Un numero basso perchè la legge sammarinese non impone ai medici ospedalieri di essere iscritti all’Ordine.

«Dall’inizio della norma che obbliga la sospensione dei medici no vax ad oggi sono stati 60 i professionisti sospesi – spiega il dottor Grossi –: oggi sono 47. Un numero alto se si pensa che sono circa 2.200 i medici iscritti all’Ordine, più del 2% non si vaccina, mentre a livello nazionale la percentuale è sotto l’1».

Un numero che rispecchia l’alta percentuale di popolazione no vax in provincia di Rimini, dove a ciclo completo vaccinale è arrivato solo il 78% della popolazione, contro l’88% di media in regione.

Numeri che contribuiscono a dimostrare il motivo del rialzo dei contagi. E con questo l’esponenziale riempimento di ospedali e l’aumento de lavoro per i medici di base. Lo spiega Franco Mandolesi, vice presidente, a sua volta medico di medicina generale: «Siamo esattamente come l’anno scorso di questi tempi, ma allora nessuno era vaccinato. Riesco a rispondere a 50-60 chiamate al giorno, le altre due, trecento rimangono lì. Perchè non c’è solo il Covid, è tornata l’influenza, che l’anno scorso non c’era, e i pazienti, nella convinzione che sia tutto passato, vogliono fare tutte quelle visite ed esami rimandate. E adesso visto il rialzo dei contagi e i sintomi simili tra Covid e influenza abbiamo ricominciato a richiedere i tamponi».

Premio Iano Planco d’oro a Maurizio Focchi, imprenditore per professione ma medico nel cuore. Laureato in Medicina e tuttora iscritto all’Ordine di Rimini, Focchi incarna, secondo il riconoscimento attribuitogli, il principio etico della medicina attraverso Cittadinanza onlus. Il 4 dicembre dunque Focchi riceverà il premio dalle mani del presidente dell’Ordine Maurizio Grossi, premio che prima di lui è andato al professor Roberto Burioni, nel 2017, all’ambulatorio medico “Nessuno escluso” della Caritas, nel 2018, e al dottor Massimo Migani, direttore sanitario e missionario all’ospedale di Mutoko, nel 2019.

«Premio sospeso nel 2020 per la pandemia – ricorda Grossi – che all’unanimità il consiglio dell’Ordine ha scelto di attribuire quest’anno a Focchi che, non lo sanno in molti, è un medico che continua ad essere iscritto al nostro Ordine pur non esercitando e partecipa attivamente a tutte le nostre iniziative. Anche se la sua professione è quella di amministratore delegato della Focchi spa, un’azienda leader nel settore degli involucri per edifici ad alto contenuto tecnologico». Il premio infatti può essere attribuito anche ad enti e associazioni “che abbiano dato lustro e prestigio alla sanità riminese con una propria significativa attività, impegno, lavoro, studio in ambito professionale sanitario, promuovendo i principi etici della medicina”.

Premiando Focchi si dà riconoscimento alla sua creatura, Cittadinanza onlus, nata nel 1999, che realizza e sostiene progetti di cooperazione internazionale, formazione e sensibilizzazione a favore delle persone con malattie psichiche e dei bambini con disabilità nei paesi a basso e medio reddito.

«Mi sono emozionato appena ho saputo di questo riconoscimento e soprattutto sorpreso. Ma in fondo sono contento, mi ha fatto riflettere sul fatto che forse con Cittadinanza ho creato qualcosa di importante. Ci pensavo già all’inizio degli anni Novanta, interessarsi delle malattie mentali in Paesi dove si moriva di fame o di guerra era abbastanza fuori dal comune. Eppure abbiamo avuto ragione a continuare, oggi siamo una piccola ong ma molto specializzata». P.L.

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