Vendemmiati presenta il suo film su Franco Grillini

«Franco è un bene pubblico che va tutelato». Scherza, ma neppure troppo, Filippo Vendemmiati, giornalista della sede Rai di Bologna tornato a vestire i panni di regista con Let’s kiss. Franco Grillini, storia di una rivoluzione gentile: biopic dedicato a Franco Grillini, pioniere dei diritti civili del nostro Paese. È stato segretario e tra i fondatori dell’Arcigay, parlamentare prima dei Ds poi dell’Ulivo e fautore di numerose proposte di legge per i diritti della comunità Lgbt, attivo sul fronte della lotta all’Aids e per tante altre battaglie. L’ultima lo riguarda da vicino ed è il primo a non volerla nascondere: quella contro un tumore.

Prodotto dalla Genoma Film del riminese Paolo Rossi Pisu con il sostegno della Regione, scritto dall’autore insieme alla moglie Donata Zanotti, Let’s kiss è stato presentato in anteprima nei giorni scorsi alla Festa del cinema di Roma. Questa sera ci sarà l’anteprima bolognese al Pop Up Cinema Medica Palace (un evento organizzato da Biografilm festival) e da metà novembre il film sarà in giro nelle altre località italiane. Prima ancora, e la notizia è fresca, sarà all’International Italian film festival di Berlino, unico documentario.

Vendemmiati, cosa l’ha portata a voler realizzare un film su Grillini?

«Il punto di partenza è il fatto che conosco Franco da quarant’anni, dal periodo della nostra adolescenza scolastica. Franco per me è un amico. Ma è stato anche un pezzo di storia di questo Paese, per come la vedo io è un bene pubblico. Il film che ho voluto realizzare lo vedo come una sorta di camminata tra me e lui. Non è propriamente una biografia, ma una camminata sia pubblica che privata in cui Franco racconta in prima persona la sua storia».

Quello che avete compiuto è anche un viaggio fisico, attraverso diversi luoghi che sono stati al centro di accadimenti importanti. Da dove siete partiti?

«Siamo partiti da Bologna, dalle colline intorno a Pianoro, e siamo arrivati fino alle aule parlamentari. È stato un viaggio in cui Franco ha tirato fuori tutta la sua straordinaria poeticità, ironia, leggerezza. Quello che ne è venuto fuori, e sono contento che questo sia emerso dalle prime recensioni, è una storia d’amore, un film commovente e poetico. Era proprio questo nelle mie intenzioni».

Quali altre tappe avete toccato?

Il film si chiude a New York, dove siamo andati nel 2019 in occasione del 50° anniversario di una importante rivolta in favore degli omosessuali. Ci siamo ritrovati a una manifestazione alla quale hanno partecipato 6 milioni di persone. Quando siamo arrivati con Franco per le riprese del film, è stato riconosciuto come leader internazionale. Ma poi siamo venuti anche in Romagna, a Rimini e Riccione».

Perché c’è soprattutto Riccione tra gli episodi della biografia di Grillini che raccontate nel film. Vuole ricordare di cosa si tratta?

«Riccione fu al centro di una delle battaglie più divertenti e aspre di cui fu protagonista l’Arcigay di cui Grillini fu segretario. Era il 1985, l’Arcigay era appena nata e si decide di fare di Riccione la capitale gay italiana. Il sindaco di allora Terzo Pierani dapprima approva l’idea, poi forse qualcuno gli dice “non ci conviene” e fa un convegno su sesso e turismo in cui racconta che le turiste straniere vengono a Riccione perché il maschio romagnolo è in grado di soddisfarle. Grillini rispose che anche i gay erano in grado di soddisfare i maschi romagnoli».

Il film si avvale della collaborazione di Paolo Fresu per le musiche. Come lo avete coinvolto?

«Gli abbiamo fatto leggere la sceneggiatura e gli è piaciuta molto. Ha condiviso l’idea che, essendo quella di Franco una voce molto musicale, di per sé debordante, la musica doveva servire ad arginare. Fresu ha composto alcune musiche originali, altre ce le ha concesse dal suo straordinario repertorio».

L’“epico” scontrocon Terzo Pierania Riccione

Per rievocare la stagione della querelle scoppiata tra Aricgay e Comune di Riccione (i media ci andarono a nozze per mesi) la troupe di “Let’s kiss” si è spostata in Romagna, ma non nella Perla Verde bensì a Rimini. «Avevo visto proprio sulle pagine del “Corriere Romagna” la foto della passerella arcobaleno su una spiaggia di Rimini e mi è sembrata una scenografia meravigliosa» racconta il regista Filippo Vendemmiati. Franco Grillini vi passeggia sopra e racconta l’episodio riccionese. In quell’occasione l’Arcigay fece anche una mostra informativa sull’uso del preservativo (una vicenda, questa, che non si è riusciti però a inserire nel film) ma fu messa sotto sequestro. Se ne occupò anche il settimanale satirico “Cuore”, che fece un titolo storico, a dir poco a effetto. A. G.

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