RIMINI – Tornare in mare per ritrovare nello sport la giusta rotta. Domani, alle 17, dalle acque antistanti il porto di Rimini, prenderà il via la settima edizione della “Rigasa”, la regata d’altura, punta di diamante del Circolo Velico Riminese. Più di 170 miglia da percorrere non stop fino a Sansego, in acque croate, e ritorno. Con un pensiero anche al sociale, visto che una parte delle iscrizioni sarà devoluta all’Istituto Oncologico Romagnolo.

Un po’ di storia

«La Rimini-Gagliola-Sansego-Rimini è figlia della ben più nota Rimini-Corfù-Rimini che per oltre vent’anni, questo Circolo, ha organizzato con grandi soddisfazioni – spiega Leonardo Bernardini, numero uno di via Desta del Porto -. Ma quindici giorni, tra organizzazione e mare, non poteva più permetterseli nessuno e così, dal 2013, abbiamo pensato a questa nuova manifestazione legandola alla nostra storia. Una storia che ha sempre avuto come obiettivo, fin dal 1982, anno di nascita del Circolo, quello di portare in mare i riminesi che, di solito, non andavano oltre il bagnasciuga».

La regata

Le imbarcazioni (al momento quelle iscritte sono dodici ma c’è tempo fino a questa mattina a mezzogiorno) in doppio o in equipaggio, saranno impegnate lungo un percorso che si è sempre distinto per tecnica, strategia e per quell’insieme di elementi che fanno della navigazione d’altura una sfida affascinante. «La partenza è fissata per le 17 di domani – interviene Matteo Forni, direttore sportivo del Circolo – il percorso è a triangolo e toccherà le due coste del mare Adriatico. Il primo waypoint sarà la Gagliola, uno scoglio che si trova a sud del Golfo del Quarnaro, che per la sua conformazione geografica rappresenta un tratto di mare impegnativo in caso di bora. Successivamente si entrerà nella seconda parte della regata, quella che porterà le imbarcazioni all’isola del Sansego. Questo è un tratto in cui gli equipaggi si devono destreggiare tra canali, correnti, zone d’ombra, dove il vento varia e può ribaltare le posizioni in classifica. Da lì, poi, il ritorno verso Rimini. Diciamo che viste le condizioni metereologiche, i primi equipaggi dovrebbero rientrare entro le 30-35 ore».

Quest’anno c’è una novità: la Rigasa è stata inserita nel Campionato Offshore Alto Adriatico. «È un’idea nata con il Circolo Nautico Santa Margherita e lo Yacht Club Adriatico – continua Forni – Si tratta di quattro regate: la prima è stata già disputata a luglio, La Duecento. Domani c’è la nostra, poi il 5-11 settembre La Cinquecento Trofeo Pellegrini e, infine, il 25-26 settembre la Trieste-San Giovanni in Pelago».

Lo scorso anno, su 23 imbarcazioni iscritte, ne partirono 18, ma al traguardo ne arrivarono solo 8. «Speriamo in un tempo più clemente – conclude Bernardini – Mi piace sottolineare la partecipazione di tante imbarcazioni, sei sono Riminesi, le altre arrivano da Marche e Veneto. In un momento come questo, non è una cosa così scontata, significa che questa regata piace».

L’aiuto allo Ior

Ultimo, ma non ultimo, la Rigasa, da questa edizione, ha anche un partner importante: lo Ior.

«Questa, per noi – sottolinea Fabrizio Miserocchi, direttore generale dell’Istituto – è una partnership d’eccezione. Ci piace legarci a storie di uomini e donne. Dopo la Nove Colli e la Maratona di Ravenna siamo orgogliosi di questa nuova entrata».

Argomenti:

rigasa

rimini

vela

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *