Vela, Luna Rossa e New Zealand: il confronto è già iniziato

Non c’è tempo da perdere. La festa per la vittoria della Prada Cup (7-1 in finale ai britannici di Ineos) va archiviata e la testa deve andare solo in una direzione: la conquista dell’America’s Cup, mai vinta dall’Italia. Luna Rossa Prada Pirelli il giorno dopo la conquista del trofeo degli sfidanti si è messa al lavoro. Le regate cominciano sabato 6 marzo. Non manca molto. Il calendario prevede due prove al giorno il 6, 7, 10, 12, 13 e 14 marzo, una il 15. Vince chi incassa sette vittorie.

Max Sirena lo ripete come un mantra: «Dobbiamo lavorare duro. Dobbiamo migliorarci». Il velista riminese, skipper e team director dell’avventura di Luna Rossa, ha investito sulla squadra, sul team anche «cercando di trasferire quello che manca a noi latini», la capacità di fare gruppo, la costanza di spingere giorno per giorno.

I padroni di casa di Emirates Team New Zealand sono dati per favoriti ma Prada vuole scrivere il suo nome in questa lunga storia iniziata 170 anni che vede 29 successi per gli Usa, tre per la Nuova Zelanda, due per la Svizzera (Alinghi) e uno per l’Australia. L’Italia ci è andata vicino: andò in finale (perdendo) nel 1992 con il Moro di Venezia e nel 2000 con Luna Rossa.

Il confronto

Dal punto di vista tecnico ci si aspetta una Luna Rossa più competitiva con venti medio leggeri (ha progettato la barca studiando il meteo prevalente del mese di marzo nel golfo di Hauraki) e forse nella delicata fase della prepartenza. Su New Zealand si sa molto poco, visto che non ha partecipato alle regate degli sfidanti ma, prima le America’s Cup World Series di dicembre e poi le uscite di allenamento, mostrano una barca che appare forte in ogni condizione.

La sfida fra i due team è anche una sfida fra due modi diversi di organizzare l’equipaggio. Sugli Ac75, gli scafi volanti che si sollevano sui foil e raggiungono i 100 chilometri all’ora, possono salire solo 11 persone. Max Sirena ha deciso di non restare a bordo e ha optato per due timonieri (l’australiano Jimmy Spithill e il palermitano Checco Bruni). I due si alternano al timone e al controllo del volo. Pietro Sibello regola la randa è dà una mano sulla tattica. Su New Zealand i ruoli sono più rigidi: il timoniere è Peter Burling, il tattico Ray Davies, il controllore di volo Blair Tuke.

Polemiche e tensione

Parlare di America’s Cup in Nuova Zelanda è parlare di qualcosa di sacro e con l’avvicinarsi della finale la tensione sale. I buoni rapporti avuti fino a poco tempo fa con Luna Rossa sono già un ricordo. Fa parte del gioco e della tradizione della Coppa. L’utilizzo di alcuni campi di regata e la proposta di far slittare alcune regate sono diventati oggetto di un braccio di ferro vinto dagli italiani che ha però alimentato un mare di polemiche e di conseguenza anche la rivalità. L’ultima scaramuccia sembra essere quella lamentata dal patron di Luna Rossa, Patrizio Bertelli, costretto a seguire le regate dall’Italia: il governo dei kiwi gli avrebbe negato il posto in quarantena necessario per potersi poi muovere in Nuova Zelanda e poter così assistere alla finale.

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