La vela d’altura italiana vuole crescere e si prepara anche alle Olimpiadi di Parigi 2024 dove per la prima volta una medaglia sarà assegnata nella vela Offshore. Il cesenate Donatello Mellina è stato riconfermato nel Consiglio federale della Fiv e nelle deleghe di Altura e Diporto velico. Ecco i suoi propositi per i prossimi quattro anni.

Mellina, la Fiv intende coinvolgere sempre più anche gli sportivi. Nella commissione atleti sono stati chiamati Max Sirena e Giovanni Soldini. Sarà fatto qualcosa del genere anche per l’Altura?

«Sì. Abbiamo chiesto la collaborazione di sette atleti tra cui Tommaso Chieffi (un velista con un palmares di grande prestigio), Fabrizio Gagliardi (Presidente Uvai, Unione vela altura italiana) e Ambrogio Beccaria (che proprio l’anno scorso ha vinto la MiniTransat nella categoria di Serie)».

A che punto è la definizione del calendario?

«Per quanto riguarda gli appuntamenti nazionali e internazionali c’è già un calendario che verrà presto pubblicato ma per tutto il resto dobbiamo aspettare i decreti governativi… Le limitazioni alla circolazione rendono difficile l’organizzazione di qualsiasi evento».

Quali sono le linee guide del vostro mandato?

«Il quadriennio di questo consiglio federale sarà chiamato a gestire (prima volta nella storia) l’organizzazione di due olimpiadi: Tokyo 2021 e Parigi 2024. In questi primi quattro anni siamo riusciti a far passare il concetto che la vela è uno sport fruibile da tutti e non elitario. Vogliamo proseguire su questa strada e per questo motivo confermeremo la politica di aiuto alle scuole vela».

In che modo avete sostenuto l’attività di base?

«Il consiglio federale ha stanziato circa un milione e 300 mila euro sull’anno 2020. Questi soldi sono serviti al dimezzamento dei costi di affiliazione dei circoli, all’assegnazione di contributi alle scuole vela, al sostegno all’attività dei circoli… Sul 2021 è probabile che questi fondi vengano confermati. Quest’anno intanto abbiamo già stanziato un contributo di 150 mila euro per i nostri tesserati che hanno bisogno di acquistare un’imbarcazione (parliamo per esempio di derive come il 29er, il 420, l’Rs Feva o il Laser 4.7 o il Nacra 15). Sarà così possibile venire incontro alle esigenze di circa 140 nostri tesserati (il click day è in programma proprio oggi, ndr)».

Torniamo all’altura… il paragone con la Francia è però difficile da sostenere.

«Certo i francesi hanno una grande tradizione che noi non abbiamo. Ma la vittoria di Beccaria, le imprese di Andrea Mura, i buoni risultati di Giancarlo Pedote che sta facendo un’ottima Véndee Globe ci dicono che anche noi possiamo essere protagonisti».

Vanno avanti i progetti per le scuole d’altura in Italia?

«Certo. Ci siamo concentrati sui Mini 650 con due punti di aggregazione nazionale: uno a Genova, l’altro a Marina di Ravenna. Da qui partono quanti poi vogliono andare a fare la Mini Transat. Questo è l’inizio di un progetto più ampio: noi non abbiamo l’oceano ma facciamo di tutto affinché i nostri velisti che decidono di andare in Bretagna per specializzarsi siamo preparati».

E poi c’è il progetto Parigi 2024 con la vela d’altura che entra a far parte delle Olimpiadi.

«Entro la fine di maggio il Cio stabilirà se si farà, come sarà questo tipo di competizione e quale sarà lo scafo scelto. Da quel che è emerso si tratterà di una competizione Mixed OffShore: l’equipaggio sarà composto cioè da una donna e da un uomo. Sarà realizzata una classe d’altura con lunghezza sotto i nove metri. Si deve ancora decidere quale sarà la lunghezza del percorso. L’Italia farà le selezioni per scegliere il suo equipaggio”.

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