Valleripa, blitz dei carabinieri in Toscana per le suore indiane

Un nuovo episodio arricchisce la querelle tra la diocesi di Cesena – Sarsina e padre Orfeo, dopo la cacciata di quest’ultimo dalla comunità di Valleripa, nella vallata del Borello, in territorio comunale di Mercato Saraceno.

I carabinieri nei giorni scorsi sono arrivati in forze per un «blitz nella nostra vita di monaci e di monache». Padre Orfeo insieme ai religiosi e alle religiose che condividono preghiera e lavoro in una casa a Suvereto, piccolo comune vicino a Piombino in provincia di Livorno, raccontano un’esperienza che li ha lasciati scossi.

Il capitano dei carabinieri con l’autista in uniforme e altri 5-6 in borghese hanno svolto interrogatori ed ispezionato l’edificio. Padre Orfeo spiega che in comunità sono 9, «dei quali 5 a residenza temporanea e 3 sorelle in processo di rinnovamento del visto di soggiorno». I militari provengono da Piombino, Venturina e Suvereto. «C’è uno che con una macchina fotografica filma tutto e tutti gli ambienti – raccontano i religiosi – Fanno aprire tutte le porte. Tre sorelle, nel frattempo ritiratesi nelle loro camere, vengono fatte uscire e viene chiesto il passaporto e il documento del processo di rinnovo del visto».

La richiesta di sopralluogo è partita dalla Procura di Livorno. Padre Orfeo e le suore sottolineano la regolarità della loro situazione, con una richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno in corso, in regola con la Questura e seguiti da legali nelle varie procedure, mentre i carabinieri presidiano la casa e tengono separati i religiosi tra di loro. Il “blitz” sarebbe partito da una richiesta dei genitori indiani delle tre suore per il loro rimpatrio, presentata all’ambasciata indiana in Italia su sollecitazione e pressione della Comunità della Piccola Famiglia in India e del nuovo responsabile don Lorenzo Buda.

A un certo punto padre Orfeo e tutte le suore indiane vengono fatti salire in macchine diverse e condotti al comando dei carabinieri di Suvereto. Qui rimangono in camere separate e piantonati ciascuno da un carabiniere. E qui padre Orfeo viene a sapere che è avviato un procedimento penale al Tribunale di Livorno nei suoi confronti con l’accusa di trattenere le sorelle indiane contro la loro volontà. Le suore sono poi state interrogate, continua il resoconto, «minacciate di essere portate a Roma, di essere stabilite in un altro monastero, di spedirle da Roma pagando il biglietto per l’India. Lo scopo era dividerle da padre Orfeo». Tra le suore indiane c’è chi ha pianto e chi è rimasta profondamente impressionata. Ma alla fine anche le suore sono tornate a casa con padre Orfeo.

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