Valle Savio, piano antenne: Rai sconfitta davanti ai giudici dopo 16 anni

Si è conclusa a dicembre 2021 dopo oltre 16 anni, col rigetto da parte del Consiglio di Stato, la lunga storia del ricorso avviato da “Rai Way spa” contro il Ppler, sigla che sta per Piano provinciale di localizzazione dell’emittenza radiotelevisiva, della provincia di Forlì-Cesena, approvato nel 2005. Il ricorso si rivolgeva anche contro presunte norme incostituzionali della legge regionale del 2000 con “Norme per la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente dall’inquinamento elettromagnetico”. “Rai Way spa” è la società che gestisce le reti di telecomunicazione e i servizi di trasmissione per la Rai e il suo ricorso, che era già stato respinto dal Tar dell’Emilia-Romagna nel 2014, riguardava gli impianti esistenti di Verghereto centro e Mercato Saraceno, oltre che quelli di San Benedetto in Alpe e di Bertinoro. Tra gli elementi del ricorso relativi in particolare ai due siti nella vallata del Savio figura la contestazione della parte del Piano in cui si consente la deroga temporanea nell’utilizzo di questi impianti, e non invece la deroga a tempo indeterminato, come secondo “Rai Way” avrebbe dovuto essere.

Va precisato che il ricorso prendeva di mira sì anche Mercato Saraceno, ma indicando i numeri di codice degli impianti di Montepetra, che si trova nel territorio comunale di Sogliano. Ma nel 2013 la società aveva comunicato di aver indicato per errore i codici di Sogliano, ma che intendeva riferirsi agli impianti di Mercato Saraceno. E “qui casca l’asino”, come direbbero i maestri di una volta, visto che i siti di Mercato Saraceno, al Monte Spelano, non sono soggetti a deroga temporanea ma sono addirittura previsti come aree dove si possono installare nuove antenne. E anche i siti di Montepetra, nel caso in cui li si volesse considerare, non sono soggetti a deroga temporanea, ma sono giudicati non conformi “tout court” dal Piano visto che il Comune di Sogliano nel 2003 non aveva presentato alla Provincia alcuna richiesta di deroga.

In fase di esame davanti al Tar, era emerso che per Verghereto è stata prevista la deroga temporanea, perché così era stato richiesto dal Comune. Per il tribunale amministrativo, il Piano poteva prevedere deroghe permanenti «solo in presenza di condizioni che nel caso di specie non sussistevano», e questo articolo del Piano non è stato impugnato. Inoltre, non sono state eventualmente impugnate le delibere con cui i Comuni hanno chiesto la deroga temporanea. E «per quanto riguarda i siti collocati nel Comune di Sogliano – aveva stabilito il Tar – il ricorso è infondato, in quanto le censure attengono ad una circostanza (concessione di una deroga temporanea) che non sussiste, non essendo contemplata alcuna deroga per quei siti».

Il Consiglio di Stato ha sostanzialmente ribadito questa decisione dei giudici amministrativi di primo grado, evidenziando che «la deroga permanente non è stata concessa perché i Comuni non l’hanno richiesta». Anche se il Comune di Verghereto, nella delibera del 2003 relativa alla formazione del Piano, aveva dichiarava che il sito di Verghereto Centro «è l’unico che permette la migliore diffusione del segnale per la porzione di territorio che copre».

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