Valle Savio, alternativa E45: due Regioni alleate contro il blocco

Riparte dalle Regioni un nuovo “attacco”, l’ennesimo, al muro di burocrazia e di “bla, bla, bla” che dalla vicenda della chiusura del viadotto Puleto e della E45 ad oggi, e quindi da quasi tre anni, ha accompagnato la storia dei lavori mai partiti per sistemare la ex 3-bis Tiberina. La vecchia strada statale preesistente alla realizzazione della E45 ne costituisce una naturale alternativa in caso di emergenza e garantisce collegamenti “decenti” tra nord e sud, tra Val Savio e Val Tiberina, per residenti, pendolari e turisti, quando c’è la necessità di chiudere la superstrada per neve, lavori o quant’altro. La ex 3-bis Tiberina è chiusa al transito addirittura dal 1999, per frane lungo il tratto toscano. Il blocco della E45 nel gennaio 2019 evidenziò clamorosamente la mancanza di vie alternative e da allora ministri, sottosegretari, parlamentari di tutti i colori hanno visitato, ascoltato, incontrato, promesso. Ma la strada è come prima, anzi sempre peggio.

Ieri la commissione Territorio Ambiente, Mobilità, Infrastrutture della Regione Toscana, presieduta da Lucia De Robertis (Pd), ha incontrato i dirigenti di Anas Toscana per fare il punto della situazione, anche a seguito delle mozioni presentate dal consigliere Marco Casucci (Lega) e dai consiglieri di Fratelli d’Italia Veneri, Capecchi e Torselli. «Anas – hanno fatto sapere dalla Regione Toscana – ha fatto presente che è stata fatta una specifica richiesta al Ministero delle Infrastrutture, proprio per facilitare la gestione della strada, ma per il Consiglio superiore dei lavori pubblici (una commissione tecnica presso il Ministero, ndr) la Tiberina 3-bis non si può identificare come statale». Anas si è ulteriormente attivata perché ottenga il riconoscimento del rango di strada statale «e attualmente è in attesa dell’espressione finale del Consiglio superiore». La Regione Toscana ha appoggiato Anas «e ha anche interloquito con la Regione Emilia-Romagna», visto che la strada si collega col territorio emiliano-romagnolo. Gli interventi in commissione hanno sottolineato in maniera unitaria la necessità che il Ministero provveda a classificare la strada come statale, da utilizzare come alternativa alla E45.

D’altra parte, già lungo la valle del Savio la ex provinciale di fondovalle parallela alla E45 è ridiventata statale fino a Bagno di Romagna e con gestione riaffidata ad Anas. E anche per il tratto che va da Bagno di Romagna al confine regionale ai Canili la richiesta di rinazionalizzazione è in fase avanzata. Non si comprendono dunque le motivazioni per cui non si vuole classificare come statale il tratto toscano. «Faremo un atto unitario in Consiglio regionale – ha concluso ieri la presidente De Robertis – e provvederò ad inviarlo al mio omologo in Emilia-Romagna affinché ne adotti uno simile». D’accordo sulla nota congiunta delle due Regioni anche i consiglieri Casucci (Lega) e Capecchi (Fdi), ma dalla commissione sottolineano che «occorre la massima urgenza per evitare disagi e garantire percorsi sicuri».

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