Valentina Cenni, riccionese di successo

Valentina Cenni, riccionese di 39 anni: attrice, ballerina, cantante, presentatrice televisiva, speaker radiofonica e presto anche regista.

Valentina, lei è una di quelle artiste, direi, all’americana, cioè che sanno fare di tutto: recitare, ballare, cantare, presentare, dirigere. Come dire: il talento non basta, quindi fatevi una solida preparazione, il successo arriverà. Ci racconta come ha iniziato e perché ha scelto la carriera artistica?

«Ho iniziato subito dopo aver camminato, facevo danza già a tre anni. Per fortuna mia madre mi ha portato alla scuola di Stella Balacca a Riccione e non mi sono più fermata. Man mano ho scoperto che mi piaceva anche cantare e mi veniva bene. Amo questa vita, mi appassiona, è stupore continuo, sono curiosa. Già a 20 anni mi esibivo in strada lungo la riviera, con un mio spettacolino di danza e fuoco! Fare la performer mi viene naturale. E mi piace seguire più strade, non una sola. Sono come un albero pieno di rami, con radici forti che mi sostengono»

Lei ha alle spalle lavori importanti e collaborazioni altrettanto di rilievo in diversi campi. Cosa le piace di più: la televisione, la radio, il teatro, il cinema?

«Mi piace tutto, dipende da come lo fai: ho fatto un programma radio con Stefano che era una novità per me, mi è piaciuto stare in studio senza mostrarmi ma solo con la voce, arrivando agli altri in un modo anomalo per me. E non vedo l’ora d tornare a teatro che è condivisione della creazione, storie che ampliano la nostra consapevolezza che così si espande, per questo il teatro è necessario. Si cresce».

Lei e suo marito Stefano Bollani formate una coppia affiatata non solo nella vita ma anche nel lavoro. È più facile o più difficile lavorare col proprio partner? Due artisti sono per definizione egocentrici… È più lei la sua musa o lui il suo “muso”, se così si può dire?

«Siamo… musi a vicenda. Non so se in generale lavorare con i propri cari è più facile. So per certo che lavorare con Stefano è molto facile, ci viene naturale immaginare e realizzare insieme. Il lavoro è la nostra vita e viceversa. Tutto scorre facilmente con grande spontaneità e leggerezza, divertimento e passione».

E veniamo al successo che state riscuotendo con “Via dei matti n. 0” su Rai3. Pur accanto a un mattatore come Bollani, lei non solo si è ritagliata il suo spazio, ma in qualche modo gli tiene testa. Un po’ come dire: tu le musiche, io le parole…

«Siamo riusciti a trovare un equilibrio che ci facesse risaltare tutti e due. Un’idea vincente che sta ottenendo successo».

Il vostro programma sembra per certi versi una versione 2.0 di “Quelli della notte” di Arbore, in cui si gioca, si scherza con la musica e non solo, e si dicono anche sacrosante verità ma con leggerezza, confrontandosi con altri artisti.

«Noi siamo grandi amici di Renzo Arbore, lo amiamo e ci sentiamo sempre, anche con Marisa Laurito. Siamo della stessa famiglia artistica. Con gli artisti ospiti instauriamo un dialogo tutto nuovo ed è bello che questa cosa arrivi. Ci tenevamo a chiamare alcuni degli artisti che amiamo per giocare insieme, e parlare come se fossimo a casa nostra, con quella gentilezza e simpatia che c’è tra di noi. E poi è bello lavorare con la Ballandi (la società di produzione, ndr): andremo avanti fino a fine mese, sperando di fare una seconda stagione, sarebbe bello continuare».

Per altri versi il rapporto tra voi due conduttori, all’interno del format, ricorda un po’ Casa Vianello, però giocata, invece che sul contrasto come facevano Sandra e Raimondo, sulla ricerca dell’accordo, o meglio degli accordi, in tutti i sensi, musicali e non…

«È una cosa che ci viene naturale, senza stroppo sforzo, sia sul palco sia nella vita, siamo sintonizzati».

Dopo questo successo, le proposte non le mancheranno. Cosa ha in programma?

«Da un paio d’anni sto scrivendo storie che vorrei dirigere in un film che è già in cantiere; a breve girerò un cortometraggio anche per capire come guidare tante persone. E naturalmente vorrei continuare a fare l’attrice. Sempre seguendo quello che sono, guidata meno dalla testa e più dal cuore».

Riccione e la Romagna. Cosa significano per lei ma anche come e quanto ha influito sulla sua formazione umana e artistica l’essere romagnola?

«Direi completamente! Qui si respira aria di gioco e piacere della vita, godimento che si sente nell’aria nel tentativo di stare bene insieme, cercando sempre di generare un sorriso negli altri e godendo la vita: un gioco/fuoco che ha acceso anche il mio percorso artistico».

Un’artistadavveropoliedrica

Diplomata all’Accademia nazionale d’arte drammatica e alla Royal Academy of Dance di Londra, Valentina Cenni si alterna fra recitazione, regia e arti performative. A teatro è stata diretta da Fausto Paravidino nella pièce “Il compleanno” di Pinter; ha interpretato Rossana nel “Cyrano” di Alessandro Preziosi e Desdemona nell’“Otello” di Luigi Lo Cascio. Nei panni della protagonista Clementina, ha inoltre cantato e ballato nella commedia musicale di Garinei e Giovannini “Aggiungi un posto a tavola”. Nel 2016 si è aggiudicata il Premio Cerami come miglior attrice giovane e nello stesso anno è in tour con “La regina Dada”, spettacolo di cui è autrice, regista e interprete insieme a suo marito Stefano Bollani. La collaborazione con il compositore e pianista abbraccia anche la musica e la televisione: da “L’importante è avere un piano” su Rai1 (2016) al programma radiofonico “Evviva!” (Rai Radio 3, 2020) e la trasmissione televisiva “Via dei Matti n. 0” attualmente in onda su Rai 3 nel preserale.
Sul piccolo schermo è stata inoltre protagonista nella serie tv “Non uccidere”. Al cinema, al fianco di Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio, ha interpretato Micol nel film di Sergio Castellitto “Nessuno si salva da solo”.
Ha presentato l’edizione 2011 del Premio Riccione per il Teatro.

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