Vai con il liscio, patrimonio dell’Unesco: sostegni eccellenti in arrivo

ILARIA NICOLINI

Il liscio, genere musicale popolare nato in Romagna tra la fine del XIX secolo e i primi decenni del XX secolo, potrebbe diventare Patrimonio Immateriale dell’Unesco. Hanno di recente aderito alla proposta l’Assessore regionale al Turismo Andrea Corsini e l’Assessore regionale alla Cultura della regione Emilia-Romagna Mauro Felicori, che commenta così la proposta: “L’Unesco ha creato la lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità proprio per valorizzare fenomeni culturali come il nostro liscio. Prima di tutto occorrerà trovare l’accordo del Ministero della Cultura”. L’idea nacque a un convegno del Mei (Meeting delle Etichette Indipendenti) di Faenza, nel 2016. Al congresso parteciparono musicisti e operatori del settore, giornalisti, esperti e autorità istituzionali. La proposta è stata rilanciata alla conferenza stampa di Cara Forlì, La Grande Festa del Liscio, alla presenza del Sindaco Zattini. Anche nomi importanti del mondo dello spettacolo si sono espressi favorevoli all’entrata del liscio nel patrimonio immateriale dell’Unesco, tra questi Morgan, Iva Zanicchi e gli Skiantos, che saranno ospiti alla prossima edizione di Cara Forlì del 3 e 4 settembre in Piazza Saffi a Forlì. Anche altri nomi importanti hanno risposto all’appello, tra questi Renzo Arbore ed Enrico Capuano, uno dei fondatori di AudioCoop e titolare della Blonde Records. “Si tratta di una delle grandi musiche regionali del nostro Paese, nota in tutto il mondo, che meriterebbe, insieme alle tante altre musiche regionali della nostra bella Italia, una legge specifica di tutela. Ci auspichiamo che una tale legge possa attivare un suo iter con il prossimo Governo”. Anche il Sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad si è espresso a riguardo: “Se l’Unesco premia le migliori tensioni dell’uomo e della natura… beh il liscio merita di essere suo patrimonio. La cattedrale dei nostri sentimenti”. Aderiscono all’iniziativa anche altri nomi del mondo della musica, quali Moreno “il Biondo”, Roberta Cappelletti, La Storia di Romagna e Riccarda Casadei, figlia di Secondo Casadei, che ringrazia pubblicamente Morgan per aver rilanciato la proposta di fare diventare il liscio Patrimonio dell’Unesco. “Secondo Casadei con il Liscio ha inventato una musica che è un inno alla gioia”, dichiara Renzo Arbore, “alla simpatia, alla semplicità e alla vita. Rispecchia in tutto e per tutto la Romagna, un territorio in cui ci si gusta la vita con la colonna sonora del liscio che ha saputo interpretare al meglio il Dna dei romagnoli e che con Romagna Mia è nota in tutto il mondo”.

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