Vaccino ai bimbi. Diretta del sindaco di Bologna, chat invasa dai no vax

BOLOGNA. Il sindaco di Bologna Matteo Lepore, organizza una diretta Facebook per spiegare, assieme a pediatri e psicologi, le ragioni per cui è giusto vaccinare anche i bambini contro il Covid, ma la chat viene invasa dai no vax. Il primo cittadino e i suoi ospiti (Marcello Lanari, primario della pediatria del Sant’Orsola, la psicoterapeuta Luana Valletta ed alcuni genitori) vanno avanti con le risposte alle circa 400 domande arrivate in questi giorni alla mail di Lepore e inviate da genitori interessati a dissipare i dubbi sull’immunizzazione dei più piccoli, mentre trai commenti si scatena la rabbia anti-vaccinista, con commenti anonimi. “Bugiardi, i bambini non sono non cavie”, scrivono, nascosti spesso nascosti dietro nick name, ma con il simbolo del movimento no vax bene in evidenza. “Buffoni”, “bugiardi”, “nazisti”, si legge nella chat. Lanari, che durante la diretta fornisce dati, cita ricerche ed evidenze scientifiche, viene chiamato “nuovo Mengele”, come il medico nazista passato alla storia per i crudeli esperimenti sui bimbi chiusi nei campi di concentramento. “Le persone che stanno commentando la nostra diretta. Più che persone sono dei troll e dei profili fake. C’è un motore attaccato a questa diretta che sta mandando insulti e le peggio cose. Non è certo un modo per confrontarsi in prima persona in maniera trasparente”, osserva Lepore. “Non manderemo i commenti qua sotto, tanto dicono tutti le stesse cose, abbastanza inutili per chi vuole farsi un’opinione. Noi andiamo avanti cercando di approfondire i temi, qui non c’è nessun oscurantismo, ma ignoriamo certi commenti, soprattutto quelli che ci danno dei nazisti. Il nazismo è un’altra cosa. Chi si inventa queste campagne di comunicazione si dovrebbe informare e vergognare”, contrattacca il sindaco.

“Le persone non si rendono conto di quello che scrivono e dicono”, allarga le braccia Lanari. La diretta prosegue senza curarsi dei troll no vax e affronta vari dubbi dei genitori, dalle possibili reazioni avverse alle consegueze dell’infezione sui più piccoli, fino ai timori legati alla composizione del vaccino a mRna, alle conseguenze psicologiche di periodi prolungati di didattica a distanza. “In questo momento in cui Omicron corre moltissimo, anche se sembra essere una variante meno ‘cattiva’, il motivo vero per vaccinare i bambini è consentire loro di tornare alla normalità. Inoltre, non viviamo in comunità completamente abitata da sani: ci sono tanti fragili, non solo anziani, ma anche altri bambini che hanno diritto di frequentare la scuola e le altri attività e bisogno della rete protezione dei soggetti immuni”, riassume Lanari. 

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