Vaccini, in Regione copertura al 97%. A Rimini in calo i “no vax”

Vaccini, in Regione copertura al 97%. A Rimini in calo i "no vax"

Continua a crescere la copertura vaccinale in Emilia-Romagna; secondo i dati al 30 giugno ha superato il 97% tra i bambini di due anni (nati nel 2016) per quanto riguarda la profilassi obbligatoria per la frequenza al nido, ovvero contro difterite, tetano, poliomelite ed epatite B. Una copertura che aumenta anche nei territori della regione più refrattari ai vaccini, come la provincia di Rimini, dove oggi si attesta sopra al 94% per tutte le ‘punture’ obbligatorie per legge. E anche per quelle raccomandate, come il siero contro morbillo-parotite-rosolia, dal dicembre 2018 al giugno 2019 la copertura nel Riminese è salita dall’88% al 93%. “Su Rimini si sono impegnati molto il sindaco Gnassi e l’assessore Morolli- plaude l’assessore regionale alla Sanità, Sergio Venturi, presentando i dati oggi in conferenza stampa in viale Aldo Moro -, quello che si doveva fare noi l’abbiamo detto ed è stato fatto. Non escludo che anche le sanzioni abbiano aiutato”. Negli ultimi anni a Rimini “abbiamo avuto tanti casi di epidemie negli ospedali – ricorda Venturi – con malattie dovute al mancato raggiungimento della soglia di sicurezza”. Per risalire la china, dunque, “ci voleva l’obbligo – rivendica l’assessore – e anche constatare che i timori sui vaccini erano infondati, ha ridato fiducia”. Ora, continua Venturi, “ci impegneremo perché questo risultati si consolidi”. Anche perché “cedere adesso sull’obbligo significa avere di nuovo un calo delle coperture – avverte Maria Grazia Pascucci, referente dei programmi vaccinali della Regione Emilia-Romagna – e non ce lo possiamo permettere”. Solo quando la copertura sarà “stabilmente sopra la soglia del 95% per almeno cinque anni – mette in chiaro l’assessore – si potra’ rivalutare l’obbligo. Ma deve essere strutturale”.

Ad oggi a livello emiliano-romagnolo la copertura è appunto sopra al 97% per tutte le profilassi obbligatorie, con punte di oltre il 98% a Ravenna e di quasi il 100% a Parma. E anche sulle vaccinazioni raccomandate si arriva al 96,5% come media regionale, con un recupero di quasi 10 punti percentuali in meno di quattro anni. Per l’anti-morbillo ad esempio si era scesi a una copertura dell’87% a fine 2015, a seguito della sentenza del Tribunale di Rimini del 2012 che dava ragione al ricorso di una famiglia legando il vaccino all’autismo. “La legge regionale del 2016 ha rappresentato un forte traino – sottolinea Pascucci -; per il morbillo in particolare serve una copertura del 95%, perché è molto contagioso e a livelli più bassi si verificano delle epidemie”. Proprio per continuare a tenere alta la guardia, la Giunta Bonaccini ha deciso di stanziare due milioni di euro per rendere gratuita la vaccinazione antimeningococco B per i bambini in età da scuola materna, ovvero per tutti i nati tra il 2014 e il 2016, con un risparmio per le famiglie di oltre 100 euro a figlio. Le risorse arrivano dal risparmio di circa 10 milioni di euro ottenuto dalla Regione dalla nuova gara sui vaccini, spiega ancora Pascucci. 

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