Vaccini nelle aziende in Romagna, obiettivo 500 dosi al giorno

Si fa sempre più concreto il piano per dare il via alle vaccinazioni nelle aziende che ne faranno richiesta, con l’intenzione di partire a giugno. E le imprese ravennati si stanno iniziando a muovere in questa direzione. Il progetto, di cui si parla già da un paio di mesi, aveva ricevuto tra l’altro la spinta istituzionale a fine aprile da parte da parte dell’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini, in occasione di una visita in alcuni punti vaccinali in Romagna.

In tale contesto Confcooperative Romagna, Confindustria Romagna e Legacoop Romagna stanno lavorando a un progetto congiunto «per approntare hub vaccinali interaziendali nelle tre province romagnole, in coerenza con le linee guida emanate dalla Regione, che non prevedono una diffusione di punti sul territorio ma la creazione di punti aggregati che producano un importante volume di vaccinazioni quotidiane (circa cinquecento al giorno)».

L’iniziativa risponde a uno sforzo collegiale per accelerare il ritorno a una nuova normalità, vaccinando in primis i dipendenti delle imprese associate che ne faranno richiesta e mettendo poi a disposizione gli hub per le imprese del territorio. Le tre associazioni stanno raccogliendo in queste ore le manifestazioni di interesse, con l’obiettivo di partire verso l’inizio di giugno.

Sondaggi interni

Già un mese fa erano 98 le aziende romagnole, di cui 39 nel Ravennate, pronte ad aprire le porte alle vaccinazioni anti Covid, ma è probabile che in questo lasso di tempo il numero sia cresciuto. Molti gli imprenditori, di ogni settore e con fabbriche di tutte le dimensioni, che avevano aderito all’iniziativa e che in futuro potrebbero permettere di avere un punto di somministrazione quasi in ogni comune romagnolo.

Tra queste aziende a fine aprile anche Euro Company aveva deciso di aderire alla campagna vaccinale all’interno delle aziende in base al protocollo firmato da governo, sindacati e imprese. Potenzialmente si tratta di 450 persone, che su base volontaria potrebbero sottoporsi al vaccino; per questo era stato lanciato un sondaggio interno al fine di raccogliere un eventuale interesse rispetto a questa possibilità. La stessa modalità è stata seguita da un’altra impresa, operante tra gli altri nel settore dell’oil&gas: la Cmit Europe. E così, seguendo l’esempio, anche Eni, Versalis e Sapir si erano resi disponibili a inizio aprile a ospitare la vaccinazione di dipendenti diretti e indiretti.

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