Vaccini, lunghe file a Rimini. Appello Ausl: arrivate in orario

Centinaia di persone in fila e tempi lunghi per riuscire a vaccinarsi: due ore e più. Decisamente troppo per una “popolazione” anziana ed “estremamente fragile” da un punto di vista sanitario. Il punto vaccinazioni allestito in Fiera venerdì ha fatto registrare un pomeriggio ad altissima tensione, tanto da sollevare proteste. L’Ausl è intervenuta aumentando il numero di medici addetti all’accoglienza. Chiede però alle persone di rispettare gli orari: c’è chi arriva ore in anticipo e va a ingrossare le liste di attesa.

“Così non funziona”

L’apice della “protesta” è stato registrato venerdì pomeriggio, quando i cittadini in fila sono diventati veramente tanti e qualcuno ha perso la pazienza, senza mai eccedere (va detto) nelle rimostranze. C’è stato anche chi ha ingannato il tempo contando le teste di chi aveva davanti: addirittura più di cento. «L’organizzazione del piano vaccinale è un cantiere in continua evoluzione e l’impegno del personale è massimo» ha commentato un lettore.

Però? La situazione descritta è la seguente: una fila piuttosto lunga all’accettazione, 125 i cittadini catalogati, difficoltà a trovare posti a sedere.

Un’altra segnalazione ha “denunciato” invece una coda di tre ore e più, almeno 150 persone, prima di ottenere il vaccino.

Ha raccontato di “file infinite” e disagi, anche una terza testimonianza che ha fatto sempre riferimento a venerdì pomeriggio. Difficile anche la gestione dei tempi di attesa (sempre lunghi).

Cosa è successo

Andrea Galeotti è il responsabile della Direzione infermieristica e tecnica dell’Ausl e spiega quanto sta succedendo in Fiera, in particolare venerdì. «Già oggi (sabato, ndr) la situazione è migliorata, c’è gente, ma senza disagi».

Prima di tutto, però, evidenzia che non tutti rispettano gli appuntamenti alla lettera («arrivano molto prima e quindi è facile allungare la fila»).

Non solo. «Questa mattina (ieri, ndr) non si sono presentati in 40, poi magari vengono nel pomeriggio con i risultati immaginabili».

L’invito è quindi sempre il solito. «Bisogna venire in Fiera solo se si è prenotati, rispettando l’orario dell’appuntamento».

“Arrivano i nostri”

Va bene tutto, però più di cento persone in fila, la gente si lamenta, cosa sta succedendo? «Da mercoledì abbiamo aumentato le linee produttive (i punti vaccinali veri e propri, ndr) da sei a otto, portando le vaccinazioni giornaliere da 900 a mille – argomenta Galeotti -. Sempre da mercoledì accogliamo le persone estremamente vulnerabili, hanno bisogno di una anamnesi precisa e puntale prima di decidere quale vaccino somministrare e quindi ci vuole più tempo. A ciò si aggiunga che si tratta di persone che vengono accompagnate ed ecco che si crea la fila. Poi ci sono quelli che arrivano prima».

Quali azioni avete messo in campo per accelerare le anamnesi necessarie prima di arrivare al punto vaccinale? «È aumentato il numero dei dottori. Però la variabile tempo c’è sempre». Tanto più che nelle prossime due settimane verranno “recuperati” gli over 85 che avevano avuto l’appuntamento dal 15 aprile in poi.

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