Vaccini, in Regione parte l’operazione recupero: “Effetto scopa”

In Emilia-Romagna parte l’operazione ‘recupero’ delle persone di ogni categoria e classe di età che sono rimaste indietro con le vaccinazioni. E a farlo saranno i medici di medicina generale, in collaborazione con gli hub vaccinali della Regione. “Dobbiamo mettere in campo un effetto scopa”, sintetizza il segretario regionale della Fimmg, Fabio Vespa, oggi in conferenza stampa insieme all’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini. La Regione ha infatti deciso di abilitare i medici di base “a vaccinare tutte le fasce d’età e le categorie”, spiega Donini. Ad oggi dai 50enni in su, e quando sarà il momento anche per i 40enni, i medici di famiglia dunque potranno vaccinare “tutti coloro che non si sono potuti prenotare – afferma l’assessore – e lo diciamo anche come prospettiva per il futuro”. Chi ha avuto il Covid, ad esempio, e che dovrà vaccinarsi nei prossimi mesi, “è bene che si rivolga già ora al proprio medico di base – suggerisce Donini – perchè tanto ormai siamo un unico sistema e gestiremo insieme ogni situazione”. Insomma, in poche parole “i medici di medicina generale stanno vaccinando tutti e dappertutto – assicura Vespa – la campagna ha complessità serie, per le incertezze sulle forniture c’è qualche sbavatura sulle prenotazioni e sulle attività. Ma più che barriere, abbiamo pensato a un sistema integrato per vaccinare tutti. Dobbiamo mettere in campo un effetto scopa, per recuperare tutti quelli che sono rimasti indietro”.

 La Fimmg ha anche proposto alla Regione l’utilizzo di un software sviluppato ad hoc “per andare a scovare i pazienti che vanno recuperati – spiega Vespa – quindi passiamo da un approccio quantitativo a uno qualitativo”. Che poi ribadisce: “Le difficoltà ci sono, per problemi di forniture, problemi organizzativi e per rintracciare i pazienti”. Tutte situazioni che “mettono a dura prova la medicina di famiglia – afferma Vespa- abbiamo provato di tutto e speriamo di trovare le soluzioni migliori. Il colloquio con la Regione rimane, cercheremo di non distruggere i nostri studi, perchè dobbiamo anche continuare a curare i nostri pazienti, ma continueremo comunque a dare una mano, perchè non si può pensare che 3.000 medici non siano coinvolti. Piano piano porteremo avanti questo programma, al di là di ogni polemica”, chiosa il numero uno della Fimmg. 

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