Vaccini “obbligatori” e caso a San Piero in Bagno: appello a Conte

Cambiare la legge per difendere gli anziani della casa di riposo Camilla Spighi. Perché (in attesa della scadenza fissata a lunedì 11) ci sono ancora 16 operatori sanitari della casa per anziani che non si sono vaccinati contro il coronavirus. A chiederlo al presidente del consiglio Giuseppe Conte ed al prefetto Corona è il sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini, che dopo il caso emerso nei giorni scorsi lancia un appello che è anche una richiesta di aiuto per la salute pubblica.

Marco Baccini sindaco di Bagno di Romagna

«Tra i 37 operatori della Camilla Spighi, infatti, solo 19 si sono sottoposti al vaccino, mentre ben 16 operatori hanno per ora rifiutato l’immunizzazione. Una percentuale così elevata di operatori che hanno rifiutato il vaccino ha lasciato tutti molto scossi, perplessi e impauriti per la garanzia del servizio svolto dalla struttura a tutela degli ospiti, dei familiari, dei colleghi che non possono sottoporsi al vaccino, nonché per le ripercussioni e le responsabilità che ne possono derivare in capo all’Ente nell’ipotesi di scenari negativi, che non sono da escludere. Neppure la sospensione dalle mansioni lavorative o il collocamento in aspettativa dei lavoratori o addirittura il licenziamento possono essere soluzioni prive di ripercussioni sul funzionamento dei servizi nonché per il maggior carico di spesa pubblica connesso al reclutamento di sostituti e per le inefficienze connesse.

A fronte di una simile situazione ed un simile scenario, Vi chiedo quali azioni il Governo voglia immediatamente intraprendere per superare un vuoto informativo e normativo che crea problemi gravi, imminenti e concreti ai livelli locali, con conseguenti assunzioni di responsabilità in capo a Sindaci ed amministratori nell’affrontare la gestione di un piano di uscita dalla pandemia, che non può essere lasciato ad iniziative individuali».

Oltre alle azioni di carattere generale, alla luce dello scenario normativo e informativo attuali, Vi chiedo in ultimo come ritenete che debba affrontare la situazione contingente della Cra “Camilla Spighi”, nell’obiettivo di garantire la sicurezza della struttura e di preservare quanto più possibile il lavoro di tutti i dipendenti, escludendo – se possibile – azioni drastiche, che non vorrei essere costretto ad assumere».

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