La somministrazione della dose iniziale era prevista per la fine di gennaio, ma prima di vaccinarsi i disabili dovranno attendere ancora un po’ di tempo. Il motivo dello slittamento è causato soprattutto dai ritardi degli approvvigionamenti dei vaccini, al punto che a oggi non è possibile fare ipotesi sulle nuove tempistiche. Al momento, infatti, la priorità è data alle persone che devono sottoporsi al richiamo e agli anziani delle Rsa, cui seguiranno gli over 80. Terminato questo iter sarà il turno dei soggetti che fanno parte delle cosiddette categorie fragili, in particolare quelli che vivono nei centri residenziali. Come spiega il presidente della “La Pieve”, Idio Baldrati, una cooperativa sociale che nella provincia di Ravenna controlla sei centri residenziali e dieci diurni, coinvolgendo in tutto 160 disabili, «purtroppo al momento non si riesce a programmare la campagna vaccinale a causa dei ritardi nelle consegne. Già alla fine del 2020 eravamo stati contattati dall’Ausl Romagna per comunicare il numero dei nostri utenti, in modo di chiedere il consenso a parenti e amministratori, ma ora è tutto in alto mare».

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