Vaccini dal medico: pioggia di richieste

«Siamo “costretti” a un triplo lavoro: dare informazioni, annotare i nomi e richiamare tutti dopo il 31 maggio, quando i vaccini saranno effettivamente disponibili e sarà possibile somministrarli». Vincenzo Immordino, medico di medicina generale di viale dell’Appennino e segretario provinciale del Simet, il sindacato italiano dei medici del territorio, descrive la quotidianità del “dottore” alle prese con la prospettiva della vaccinazione dei cinquantenni. O meglio, delle persone tra i 50 e i 54 anni, quei cittadini per i quali la Regione ha previsto la prenotazione dell’immunizzazione contro il Covid-19 attraverso il medico di famiglia. «In realtà – chiarisce Immordino – le prenotazioni aprono ufficialmente il 13 (domani, ndr), ma già dall’inizio di questa settimana i forlivesi hanno iniziato a telefonare, anche solo per avere informazioni». Tra questi, c’è chi «chiede di potersi prenotare anche se ha più di 55 anni, cioè chi invece dovrebbe riservare il proprio turno tramite i canali istituzionali». «Io capisco che preferiscano rivolgersi al medico di fiducia – puntualizza -ma devono seguire la procedura, non c’è altra strada».

Quale vaccino?

Dall’altro lato della cornetta del telefono che squilla incessantemente nello studio del medico di base c’è poi chi domanda quale vaccino gli verrà somministrato. A proposito, Immordino spiega che si tratta di un aspetto che ancora non è stato definito. «Nella comunicazione inviata dalla Regione non è precisato – chiarisce – ma non si esclude la possibilità che a noi medici di medicina generale venga data la possibilità di somministrare vaccini a Mrna, come Pifizer o Moderna, per i quali dovremo attrezzarci in maniera adeguata». In merito alla “firma” del vaccino, Immordino afferma di non essersi scontrato con «un’isteria collettiva nei confronti di AstraZeneca». «Anzi, – aggiunge – alcuni pazienti mi hanno chiesto se è possibile prenotare le dosi che hanno rifiutato in Sicilia». La speranza di Immordino, invece, come confessa, è quella di «avere a breve le dosi per completare almeno i richiami con il vaccino inglese».

Vaccini cercasi

Il vero problema, infatti, è quello di entrare materialmente in possesso dei vaccini. «Io, personalmente, credo che se è stato stabilito il 13 come data di apertura delle prenotazioni e il 31 come giorno di inizio delle somministrazioni sia perché a oggi non ci sono i vaccini sufficienti. Ma visto che il commissario Figliuolo ha posto tante aspettative sull’immunizzazione dei 50enni nel mese di maggio, si è voluto dare un segnale di slancio dell’impeto vaccinale. Il punto fondamentale è solo uno: che i vaccini arrivino in tempi certi».

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