Uova e sostenibilità I consigli per fare un acquisto green e consap

Le uova, per proprietà nutritive e costo, sono tra le proteine preferite dagli italiani. Con Ruggero Moretti, Presidente del Comitato Uova di Unaitalia, Associazione di categoria che tutela e promuove le filiere agroalimentari italiane delle carni e delle uova, cerchiamo di saperne di più sull’impatto ambientale della filiera delle uova e su come il consumatore possa prediligere acquisti il più sostenibili possibile

Come è partito il 2022 per quanto riguarda il settore uova? La crisi economica congiunturale che tipo di impatto ha?

«La crisi sta impattando molto, Ismea stima per le uova un + 50% dei costi di produzione nel primo trimestre. Le aziende finora hanno assorbito questi maggiori costi ma c’è un trend di crescita dei prezzi: +3,4% nel primo trimestre (Ismea), attualmente intorno al 10%, e destinato a crescere se la situazione non migliora. I consumi tengono, le uova rimangono tra le proteine più amate per l’ottimo profilo nutrizionale e il costo accessibile: sia i consumi domestici che quelli fuori casa stanno tornando ai livelli normali pre-pandemia».

Come promuovete e tutelate la sostenibilità ambientale e il benessere dell’animale?

«L’agricoltura contribuisce solo per il 9% alle emissioni totali (dati Ispra 2020) e l’avicoltura incide solo per il 3,4% sul totale del settore zootecnico. Le aziende del settore avicolo hanno investito oltre 50 milioni di euro in sostenibilità dal 2015 per la produzione, ad esempio, di biogas e biometano da fonte rinnovabile (17,3 mln di metri cubi all’anno), la restituzione delle acque depurate all’ambiente (9,2 mln di metri cubi all’anno), la produzione di energia rinnovabile (310 milioni di kw di energia elettrica prodotta in 5 anni). Il benessere animale è una priorità e le norme garantiscono elevati standard per tutti i sistemi di allevamento. L’integrazione totale delle nostre filiere fa sì che le aziende supportino gli allevatori per migliorarsi continuamente in innovazione, tecnologia e nella formazione».

La sostenibilità paga in termini di preferenza di acquisto? Rilevate un aumento dell’attenzione da parte dei consumatori rispetto ai temi green?

«C’è sempre maggiore attenzione, ma come è emerso dal recente rapporto Censis Unaitalia-Assica per il 78% degli italiani la paura è quella di non poterne sostenere il costo, ovvero di perdere il proprio potere d’acquisto».

Ci può aiutare a fare chiarezza a proposito dei codici timbrati sui gusci delle uova che acquistiamo al supermercato? Quali consigli potete dare al consumatore che voglia fare acquisti attenti all’ambiente e rispettosi dell’animale?

« Nei codici sul guscio delle uova in commercio c’è l’obbligo di indicare provenienza e metodo di allevamento. La prima cifra indica la tipologia di allevamento: biologico (0), allevamento all’aperto (1), allevamento a terra (2) e allevamento in gabbia (3). Seguono sigla della nazione di produzione, codice Istat del Comune, sigla della provincia e infine i numeri assegnati all’allevamento dall’autorità sanitaria. Grazie all’innovazione continua delle tecnologie e dei sistemi di produzione e agli alti standard di sicurezza igienico-sanitaria, i consumatori hanno la garanzia di acquistare uova controllate e tracciate e nel rispetto delle norme sul benessere animale, qualunque sia la tipologia di allevamento e senza differenze dal punto di vista qualitativo, igienico-sanitario, organolettico. Maggiori indicazioni sono affidate alle informazioni volontarie riportate sulle confezioni».

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