Una melina da primadonna al tramonto: questo non è il Dovizioso che hanno amato i tifosi

Dovi attende e delude i suoi tifosi. Andrea Dovizioso nicchia sul proprio futuro MotoGP e non si capisce perché. Dopo il test al Mugello tutti si aspettavano la notizia dell’accordo fra il forlivese ed il marchio di Noale; invece, con stupore, è arrivata una dichiarazione di facciata abbastanza insapore, del tipo: “Grazie, bell’emozione, vorrei fare un terzo test”.

Una delusione immensa. Dovi vuole tempo per decidere e non ha fretta, ma qui siamo in MotoGp e la fretta non esiste solo in pista. Il comportamento, ci scuserà Andrea, sembra quello di una primadonna, ormai ex. Strade verso Honda, Ducati, Yamaha, Suzuki e Ktm non ce ne sono: ipotizzarle in futuro è un esercizio di fantasia. All’orizzonte si vedono giovani piloti forti, che già eccitano fantasia e desideri dei manager e non solo. Avete presente Pedro Acosta? La generazione di Dovi è al pensionamento: fuori Dani Pedrosa, Mika Kallio e Cal Crutchlow, con il “gemello” del Dovi, quel Jorge Lorenzo con cui il forlivese ha lottato una vita (sportiva), a godersi Lugano o stupendi luoghi esotici. Luigi Dall’Igna, boss tecnico di Ducati Corse, ha scelto di non credere più in Andrea, perché considerava che il “gioco non valesse la candela”: semplificando che Dovi costasse tanti milioni, avesse dato il meglio e fosse sulla via del tramonto.

Tanti tifosi del romagnolo hanno urlato allo scandalo: ora il comportamento di Andrea sembra dargli ragione. Ha voglia o no di essere ancora un pilota di MotoGp? Vuole ancora provare a regalare ai tifosi quelle splendide gare fatte negli ultimi 4 anni in rosso, nella 250 e in 125? Vuole allungare la storia di un pilota che ha raggiunto enormi traguardi? Firmi con Aprilia (il rendimento di Alex Espargaro conferma che la moto c’è) e scenda in pista subito, non nel 2022. Quella di Noale è una grande casa costruttrice che ha vinto ovunque (3 titoli Superbike negli ultimi 15 anni seconda solo a Kawasaki e nettamente davanti a Ducati, Honda, Yamaha e Suzuki; monopolio in 250 e 125) e che ha investito tantissimo in questa nuova Rs-Gp e che ancora vuole investire. Ci dia un taglio sulle riflessioni sul nulla. Se dovesse decidere di ritirarsi farebbe bene ugualmente, come tifosi ci spiace, ma a 35 anni si possono volere altri traguardi. Quello che non si sopporta è questa melina da primadonna al tramonto: ce la risparmi. Non la meritano i suoi tifosi, Aprilia e la sua stessa storia sportiva.

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