Una manovra fatale e l’impatto con un tir: San Bernardino piange Tonino Scardovi

Era fermo nella piazzola. Forse una manovra azzardata, un’inversione di marcia. E’ stato un attimo e per Antonio Scardovi è stata la fine. La sua auto è stata travolta da un tir, che l’ha proiettata oltre la carreggiata. Scardovi, detto Tonino, 85anni, pensionato originario di Lugo e residente a San Bernardino, è morto probabilmente sul colpo.
L’incidente si è verificato ieri pomeriggio intorno alle 16.30 lungo la Statale Romea, all’altezza della Ca’ del Pino. Al chilometro 6+ 600 si è bloccata tutta la circolazione, in attesa dell’arrivo dei soccorsi, i vigili del fuoco oltre al personale Anas per mettere in sicurezza i veicoli coinvolti, la polizia locale di Ravenna per ricostruire la dinamica, e il personale del 118 per tentare di salvare la vita dell’anziano. Non c’è stato nulla da fare. Scardovi è deceduto nell’impatto, a bordo della sua auto
Stando a quanto finora appurato, pare che l’utilitaria dell’85enne fosse in sosta in una piazzola a destra della strada, con direzione sud, da Venezia verso Ravenna. Pare che si sia rimessa in circolazione, e che stesse effettuando un’inversione di marcia proprio mentre alle sue spalle, nella stessa direzione, stava sopraggiungendo un autotreno. E’ stato inutile il tentativo del conducente del mezzo pesante di evitare lo scontro, provando a deviare la corsa sull’opposta corsia di marcia. L’impatto con lo spigolo anteriore sinistro della motrice è stato tremendo, colpendo la fiancata sinistra, lato guidatore, per poi essere sbalzata nel fosso.

La scena dell’incidente (Fiorentini)


Antonio lascia la moglie Carmela, con la quale viveva nella frazione lughese di San Bernardino e i due figli, Silverio e Luana, quest’ultima particolarmente conosciuta nella località in quanto titolare del negozio di alimentari del paese. Ormai in pensione, aveva fatto il bracciante agricolo prima di concedersi il meritato riposo. Riposo che spesso Scardovi si concedeva nel corso dell’estate nella sua casa al mare, spostandosi dal paesino dell’entroterra lughese dove era conosciuto e molto benvoluto da tutta la comunità.

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