Un sabato in piazza a Forlì e Ravenna per gli agricoltori

Senza ristori e sostegni, sono 3mila i lavoratori agricoli nella provincia di Rimini dimenticati dagli ultimi provvedimenti governativi. Flai-Cgil Rimini, Fai-Cisl Romagna e Uila-Uil Rimini annunciano dunque una manifestazione congiunta con le federazioni di Forlì-Cesena, domani dalle ore 9 alle 11, davanti alla Prefettura forlivese per richiedere tutele e rispetto dei diritti dei lavoratori. «Per l’ennesima volta, come era già successo con il Dl Ristori – riferisce una nota dei sindacati – anche con il Dl Sostegni la categoria dei braccianti è stata dimenticata o addirittura discriminata».

Infatti, da inizio pandemia, i lavoratori agricoli – circa 3mila in provincia di Rimini tra addetti nelle aziende di campo, vivai e agriturismi – hanno avuto solo due bonus di 500 e 600 euro ad aprile e maggio 2020. Eppure il loro lavoro è «caratterizzato da un’alta incertezza di reddito – sottolinea la nota – e gli stessi salari reali spesso non permettono una vita dignitosa».

La delegazione di Rimini si unirà a quelle di Cesena e Forlì in un’unica iniziativa, domani dalle 9 alle 11, sotto la Prefettura di Forlì, capoluogo di riferimento per il contratto interprovinciale.

Ravenna va in piazza

Nella provincia di Ravenna – in particolare per le grandi cooperative ortofrutticole, le cooperative di trasformazione e per gli stagionali agricoli negli agriturismi – si è verificato nel 2020 un calo di giornate lavorative rispetto al 2019 di oltre il 33%, provocando non solo una perdita di reddito per i lavoratori, per lo più donne, ma anche una perdita di diritti previdenziali.

Domani Cgil, Cisl e Uil scendono in piazza del Popolo a Ravenna (dalle 9 alle 11). «Quella del 10 aprile – commentano Roberto Cangini, Laura Mazzesi e Sergio Modanesi, rispettivamente segretari territoriali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil – sarà una mobilitazione unitaria a livello nazionale che ci vedrà impegnati davanti a tutte le Prefetture. Rimarcheremo la contrarietà al tentativo di semplificare, ancora di più, l’uso dei voucher in agricoltura, con gravi ricadute sulle tutele e i diritti dei lavoratori».

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