Un nuovo sistema permette di fare l’orto in casa risparmiando

Non c’è solo la guerra in Ucraina. Oggi la richiesta di prodotti “fatti in casa” è sempre maggiore. O, quantomeno, quella di alimenti a chilometro zero. I ricercatori dell’Enea hanno sviluppato un nuovo sistema semplice, sostenibile e low-cost per coltivare verdure in casa senza alcun uso di pesticidi. Il ritrovato prevede illuminazione di precisione, ventilazione mirata e uso minimo d’acqua. Il dispositivo vede la firma della Divisione Biotecnologie e Agroindustria e si presenta come un semplice scaffale mobile di dimensioni adatte ad alloggiare la piante da coltivare. La realizzazione è stata possibile grazie alla collaborazione con Becar srl, società del gruppo Beghelli nell’ambito del progetto Pon Isaac finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, e basato su Led che forniscono alle piante la luce utile alla fotosintesi e con intensità adeguate a far crescere le piante sane. Questo sistema di illuminazione di ultima generazione, abbinato alla ventilazione mirata ai fabbisogni delle piante e all’utilizzo di substrati convenzionali (come terreno, terriccio, compost), permette di compiere in ambienti domestici un ciclo completo di produzione di verdure. I primi esperimenti hanno riguardato un ciclo completo di zafferano e si stanno conducendo prove anche per lattuga e pomodoro.

«Il sistema è un vero e proprio downgrade del Microcosmo, il primo simulatore di campo hi-tech destinato alla ricerca scientifica mai realizzato in Italia per la coltivazione di piante al chiuso e in ambienti estremi brevettato da Enea e Fos Spa. e commercializzato dalla start-up Piano Green – dice Luigi d’Aquino, ricercatore Enea del Laboratorio Bioprodotti e Bioprocessi – Rispetto a Microcosmo questo dispositivo è più semplice ed economico da gestire, consente di coltivare al chiuso anche in ambienti domestici con buone rese produttive, consentendo anche al singolo cittadino di diventare produttore senza dover necessariamente avere particolari competenze o sostenere costi proibitivi».

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