Un’estate piena di meduse: “Sono venuti meno i loro predatori”

Guardare e non toccare. L’adagio è ben fondato quando si tratta di meduse. Ce ne sono alcune urticanti, altre un po’ meno, alcune addirittura per nulla, ma tutte quante sono ugualmente belle da guardare, per forma, colore, luminescenza.

Quello dell’aumento di meduse in Adriatico è un fenomeno che si verifica già da diversi anni, ma sul finire di questa estate sembra essersi fatto esponenziale. Per accorgersi del gran numero di questi celenterati pelagici, gelatinosi e fluttuanti, che si osservano in questo periodo in alcune zone del mare, basta mettere la testa sott’acqua. Sono tanti, piccoli e grandi, di ogni forma e colore, diffusi già ad appena qualche decina di metri dalla riva del mare.

Le due regine

In particolare sono molto numerose l’elegante Rhizostoma pulmo o “polmone di mare”, che si presenta bordata da una caratteristica fascia di colore blu ed escrescenze a grappolo sotto il corpo, e la quasi trasparente Carybdea marsupialis, meglio nota come cubo-medusa mediterranea, dai quattro lunghi tentacoli urticanti, filiformi e avvolgenti che si dipartono dal corpo.

Le ragioni del proliferare

Perché così tanto meduse in mare? A rispondere è Attilio Rinaldi, noto biologo marino, presidente del Centro ricerche Marine di Cesenatico e di “Cervia Ambiente”. «Stiamo parlando di un organismo vivente che allo stato selvaggio aumenta in modo significativo quando vengono meno i suoi predatori naturali – spiega – Questa è la prima e principale considerazione da cui partire». Poi prosegue: «Quando schiudono le uova, nell’ordine del migliaio per ogni esemplare, allo stato larvale sono predate dai pesci, in particolare dal pesce azzurro e altre specie ittiche. Ma va considerato che il pesce azzurro, nell’arco degli ultimi 30-40 anni, è venuto meno in quantità e quindi anche vicino alla costa le piccole meduse allo stadio larvale hanno modo di cresce e proliferare non trovando più nel mare predatori naturali».

Il proliferare delle meduse, secondo Rinaldi, è quindi da ricondurre più a questo squilibrio che all’innalzamento della temperatura del mare, altra ipotesi considerata dagli studiosi: «Ritengo che lo squilibrio tra prede e predatori sia la causa del fenomeno, che osserviamo e studiamo da una decina di anni e che, a volte, si avverte di più mettendo alla prova i turisti che entrano in acqua per fare il bagno al mare. Alcuni colleghi collegano questa proliferazione della meduse all’aumento costante delle temperatura del mare, ma le meduse sono organismi che, a seconda della specie, sono diffuse e in crescita in tutti i mari del modo».

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