«Un antico detto cinese dice che bisognerebbe alzarsi da tavola potendo mangiare di nuovo tutto quello che si è appena mangiato – racconta il dottor Angelo Matteucci, agopuntore, direttore sanitario della Fondazione Flaminia agopuntura di Ravenna ed esperto in dietetica cinese – e, se volessimo essere ancora più incisivi nell’esprimere questo concetto, potremmo ricordare un’altra espressione orientale che esorta a mangiare ‘la mattina come un imperatore, a pranzo come un borghese e la sera come un mendicante’».

Non eccedere nell’alimentazione è uno dei principi cardine nella dietetica della medicina cinese. «Il cibo è l’equilibratore della nostra energia – aggiunge Matteucci – e di conseguenza anche della nostra salute».

Nella dietetica cinese i cibi non vengono considerati secondo le loro caratteristiche organolettiche, quindi suddivisi in carboidrati, proteine e grassi, ecc…, ma tenendo presente la materialità, il sapore, il colore e il rapporto con gli organi. «I cibi sono contraddistinti in base all’energia intrinsecamente posseduta – continua Matteucci – e si suddividono in base al sapore che può essere salato, dolce, amaro, piccante e acido. Ogni sapore agisce direttamente su un organo e/o sui visceri; per esempio il dolce ha effetti sulla milza e sul pancreas; il salato sul rene; il piccante sui polmoni; l’acido sul fegato e l’amaro sul cuore. I cibi mangiati nella giusta quantità e nel momento giusto dell’anno sono trofici, cioè benefici; se assunti in maniera esagerata possono diventare tossici».

I cibi dolci più utilizzati sono i cereali. «Rappresentano l’alimento base della nostra alimentazione. Sono usati da sempre e soprattutto quelli integrali hanno un effetto benefico, perché il dolce ha un potere armonizzante. Attenzione, invece, a utilizzare lo zucchero bianco che può diventare destabilizzante. Molto meglio scegliere il miele o lo zucchero di canna che è al contempo anche un po’ acido e un po’ amarognolo. Gli alimenti, infatti, possono presentare più sapori e rivolgersi alla funzionalità di più organi».

Esiste un’alternanza dei sapori che segue la ciclicità delle stagioni. «Ogni organo ha delle fasi dell’anno in cui deve essere più in pienezza, altre più a riposo. Queste fasi coincidono con il passaggio delle stagioni, ma nel calendario cinese esiste anche la quinta stagione oltre le quattro canoniche, che si ripresenta a ogni passaggio da una stagione all’altra. Per esempio, noi abbiamo appena superato la quinta stagione tra autunno e inverno e siamo entrati in quella invernale, la quarta stagione. Nella quinta stagione la fa da protagonista la milza, che deve essere in pienezza, perché deve impedire che gli eventi energetici che avvengono al fuori di noi abbiano dei risvolti negativi sulla salute dell’organismo».

La quinta stagione è quella in cui prevale il dolce; in primavera, l’acido (fegato); in estate, l’amaro (cuore); in autunno, il piccante (polmone) e in inverno, il salato (rene).

I cibi possiedono anche una loro natura più o meno calda. «Se mangio un alimento di natura calda, questo mi riscalderà, indipendentemente dal tipo di cottura. Questa può solo accentuare le sue caratteristiche intrinseche. Per esempio il peperone, che di sua natura è caldo, lo sarà ancora di più se viene arrostito; se lo faccio bollito invece, lo stempero in parte». I cibi caldi che riscaldano sono la carne rossa, il cioccolato, le spezie, il the e il caffè; mentre quelli freddi o tiepidi sono le verdure crude, specialmente l’insalata belga, la cicoria o il cetriolo. «Madre natura ci mette a disposizione ciclicamente ciò di cui abbiamo bisogno. Pensiamo al cocomero che ci viene in soccorso proprio nei mesi più caldi e al suo potere rinfrescante ed idratante. Ciò che si deve rispettare è l’equilibrio tra yin e yang, le due forze che fanno riferimento a uno dei principi base della filosofia cinese. Lo yin rappresenta il freddo, la stabilità, il buio; mentre lo yang il caldo, il movimento e la luce. Queste due energie coesistono in totale armonia come il giorno e la notte».

Gli alimenti hanno un tropismo, si rivolgono cioè ai meridiani dell’agopuntura (una sorta di canali invisibili, dove circola l’energia e che corrispondono a dei punti specifici del corpo). «L’amaro va verso il cuore e porta verso il basso l’energia, questo è il motivo per cui si va in bagno dopo aver bevuto il caffè; il piccante va verso l’esterno, è infatti diaforetico (favorisce la sudorazione); il salato, nelle giuste quantità, è ammorbidente, ma se se ne utilizza troppo, indurisce; l’acido, invece, è astringente e il dolce, armonizzante».

Si prendono in considerazione anche i colori dei cibi. «Un peperone se è rosso è ancora più caldo, mentre uno giallo è più armonizzante, mentre uno verde è più astringente. La dietetica si basa sugli stessi principi della farmacologia cinese, anch’essa agisce dall’interno, ma in maniera più lenta e manifestando un minor numero di aspetti nocivi. Mangiare bene permette di preservare il benessere e la salute di un individuo».

La terra in inverno, come in ogni altra stagione, ci offre esattamente quello di cui il nostro corpo ha bisogno. I frutti della natura, in questo periodo, non stanno sugli alberi o tra i cespugli, ma sotto terra. Abbiamo radici: tuberi e bulbi, patate, rape, carote, rafano, sedano rapa, topinambur, zenzero, finocchio, aglio, cipolla, porri, tarassaco… Trattandosi della stagione più fredda, l’alimentazione deve essere più nutriente e i cibi vanno consumati cotti. In inverno si devono evitare, o consumare con moderazione, gli alimenti che la dietetica cinese individua come freddi (cioè Yin). Viceversa, si consiglia di assumere cibi di natura ‘calda’ (Yang). Questo è infatti il periodo in cui è più indicato l’impiego regolare delle zuppe. È bene consumare aglio e cipolla, che riscaldano, e zenzero che disperde il freddo. Tra i cereali i più adatti, di natura tiepida, sono il riso e il sorgo; tra le leguminose, i ceci, le lenticchie e i fagioli che ricordano come forma il rene. Tra le carni più indicate, che sono per la maggior parte di natura tiepida, ci sono l’agnello, la faraona, il prosciutto di maiale, il pollo. Tra i prodotti di mare, oltre ai molluschi, gli scampi e il pesce azzurro. Tra i frutti, le castagne e i datteri, nonché la frutta secca come noci, mandorle, arachidi tostate, nocciole. Da prediligere anche il sapore ‘salato’. L’aggiunta di sale minerale deve essere moderato: via libera però ai cibi considerati naturalmente ‘salati’, come avena, piselli, orzo, salsa di soia, vongole, cozze. Da eliminare gli alimenti conservati sotto sale e gli insaccati.

Argomenti:

frutta

salute

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *