Un anno di Covid: quasi 3.000 decessi in più in tutta la Romagna

Nel periodo compreso tra il primo marzo del 2020 e il 28 febbraio del 2021 in Romagna sono morte 2.930 persone in più rispetto alla media del lustro precedente. In pratica è sparito un piccolo paese. Questo raccontano i dati Istat appena aggiornati alla fine di febbraio che permettono così di tracciare il pesante bilancio di un anno esatto di epidemia in Romagna. In media, tra il 2015 e il 2019, nelle tre province romagnole e nel circondario imolese i decessi sono stati 14.054. Nei 12 mesi di epidemia i morti sono stati 16.984 con un incremento del 20,8%. L’aumento maggiore sia in termini assoluti sia percentuali è stato quello di Rimini: 4.437 le vittime, 1.012 in più rispetto alla media con un aumento netto di quasi il 30%. L’Istat, in collaborazione con l’Iss, dalla primavera scorsa rende disponibili i dati dei decessi mese per mese, con lo scopo di monitorare il reale impatto dell’epidemia sulla mortalità. Secondo gli statistici, infatti, quelle quasi tremila morti in più sono in sostanza tutte figlie del virus che impatta sui decessi in maniera diretta o indiretta, ad esempio attraverso un appesantimento del sistema sanitario che rende meno efficienti le cure.

Rimini

Il dato nettamente peggiore di Rimini è causato soprattutto da una prima ondata molto pesante. A marzo dello scorso anno nella città rivierasca l’aumento dei decessi rilevati è stato del 68%: quello è stato il momento in cui ci si è resi conto anche in Romagna di quanto il Covid fosse pericoloso. Ad aprile l’incremento è stato del 47%. Rimini ha vissuto anche una recrudescenza sui decessi estiva: ad agosto sono cresciuti del 26% mentre nelle altre province romagnole il dato si allineava a quello della media dei cinque anni precedenti. La seconda ondata a Rimini è stata particolarmente pesante a novembre (+61% di decessi) e dicembre (+51%). A gennaio e febbraio 2021 l’incremento dei morti è stato rispettivamente del 24 e del 26%.

Ravenna

Ravenna ha conosciuto un andamento epidemiologico diverso da Rimini. A marzo l’aggravamento dei decessi sul bilancio totale è stato del 10%, ad aprile salito al 14%. A maggio, anche grazie ad un numero di contagi rimasto basso il numero di morti mensili era allineato alla media 2015-2019. Agosto 2020 ha visto addirittura meno decessi rispetto al lustro precedente (-4%) ma nello stesso mesi si è cominciato ad assistere ad una risalita dei contagi che è poi pesata sul bilanco dei decessi di settembre (+14%). La seconda ondata è partita da lì e ha travolto Ravenna a livello di numeri assoluti. A novembre sono morte 556 persone (+48%), a dicembre 668 (+58%) a gennaio 644 (+32%). Negli stessi mesi nelle altre province romagnole il dato è rimasto sotto quota 500. A febbraio invece il numero dei morti si è riallineato a quello medio 2015-2019.

Forlì-Cesena

In posizione mediana tra la situazione di Ravenna e quella di Rimini c’è invece la provincia di Forlì-Cesena: la prima ondata ha visto un incremento dei decessi totali soprattutto ad aprile (+33%) e la scia di morti si è allungata anche maggio e giugno (+16 e 18%). Il numero di decessi nel corso della seconda ondata non ha visto i picchi delle altre città, arrivando comunque ad un +32% a gennaio 2021.

Il circondario imolese

I comuni del circondario imolese hanno contato durante i 12 mesi della pandemia hanno contato 1.799 morti, 277 in più rispetto alla media 2015-2019. Percentualmente l’incremento più rilevante è a Mordano: +47% (si passa da 49 a 72 decessi) e Medicina che passa da una media di 186 a 252 morti (+35%).

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