La Uil, gli incassi di Hera e la crisi: «Contro il caro bollette i Comuni usino le multiutility»

Un ordine del giorno da far adottare a tutte le amministrazioni comunali. Per reimpiegare gli incassi delle multiutility (almeno quelli che finiscono nei dividendi delle amministrazioni pubbliche) al fine di abbattere gli esorbitanti aumenti nelle bollette legate a gas, acqua ed energia elettrica.

La proposta arriva dalla Uil regionale ed abbraccia tutte quante le amministrazioni pubbliche del territorio.

Una richiesta simile era arrivata da Federconsumatori Rimini all’inizio dello scorso mese di maggio. Una proposta alla quale Hera (capofila e leader tra le multiutility locali) aveva risposto passando la palla ai vari Comuni sul come reimpiegare i propri dividendi che confluiscono nelle casse dell’ente pubblico.

Questa volta a lanciare lo sprone è Giuliano Zignani: segretario regionale delle Uil. Che per cercare di contrastare ‘caro bollette’, che piove come una stangata sulle famiglie ma che sta mettendo in ginocchio anche aziende grandi e piccole, scrive direttamente alle amministrazioni pubbliche alle quali chiede un esplicito impegno da prendersi all’interno dei consigli comunali.

«Che il caro bollette sia un’emergenza, credo non vi sia dubbio alcuno – racconta il cesenate, vertice regionale del sindacato – Né tanto meno sulle cause per cui tutto ciò sta accadendo. Fiumi di inchiostro sono stati versati per questo tema. In attesa che Roma assuma decisioni strutturali a sostegno delle famiglie e delle imprese, come Uil Emilia Romagna ci rivolgiamo ai Comuni della nostra regione, sottoponendo loro un ordine del giorno – che auspichiamo facciano loro – finalizzato a contrastare il Caro bollette».

L’Odg della Uil fa perno sulle multiutility a maggioranza pubblica operative in Emilia Romagna. «Sottolineo il termine pubblico: le multiutility sono nate dalla volontà dei Comuni di dare slancio e forza alle loro aziende di servizi tale da renderle competitive sul mercato. Obiettivo raggiunto, su cui aleggia un duplice interrogativo. Perché i Comuni, soci di maggioranza e con la possibilità di nominare componenti nei Cda, non invitano le ‘loro’ aziende, che in questo frangente stanno macinando profitti a dir poco record, ad intervenire in modo urgente e concreto per abbattere il costo delle bollette?».

E soprattutto perché lo stesso Comune, grazie ai profitti che le Aziende riversano nelle sue casse, non mette a punto un meccanismo tale per cui queste risorse possano andare a tutela delle famiglie vessate dal caro bollette?

«Comprendiamo bene le logiche di mercato che regolano le attività delle multiutility lungi da noi metterne in discussione la solidità, ma non dimentichiamo che queste aziende sono a maggioranza pubblica e che quindi spetta ai Comuni dare indirizzi. Come spetta ai Comuni attuare ogni tipo di soluzioni per salvaguardare i cittadini sempre più in difficoltà».

Infine, un ultimo aspetto che, senza tema di smentita, Zignani definisce etico: «Perché non prevedere un ordine del giorno che metta un tetto al compenso dei manager alla guida di queste multiutility. Proprio come avviene con le società a maggioranza pubblica?

Sarebbe un bel segnale, per non dire un atto concreto, di quanto un Comune riesca a coniugare etica e profitto. Senza scarificare la prima al secondo».

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