Nove canzoni, nove videoclip, un concept album e una webserie. “Respira” esordio discografico del cesenate Ugo Fagioli, disponibile sugli store digitali dal 4 dicembre scorso (Muki edizioni), non è solo un disco, ma anche un mondo trasversale fatto di parole, immagini e suoni da raccontare e da condividere. Una storia di attimi, sensazioni vissute sulla pelle, in una cornice psichedelica, dove la componente cinematografica gioco un ruolo essenziale al pari di quella musicale.

I nove brani dell’album fanno da colonna sonora, infatti, a una web serie uscita su Youtube realizzata da Tucano Island in collaborazione con Emilia-Romagna Film Commission. Il tutto racchiuso in un semplice, ma fondamentale, “Respira”, filo conduttore del progetto, che mai come in questo periodo assume una valenza così significativa.

«Sembra pensato apposta per questo periodo, ma non lo è – spiega Ugo Fagioli – è un disco intimista, autobiografico, dove racconto una storia vera, una storia d’amore finita circa tre anni fa. Da lì ho iniziato a scrivere alcune frasi su un quaderno, fino a quando una mia amica mi ha convinto a trasformare quelle parole in canzoni. Lo possiamo definire un concept in quanto racconto, dall’inizio alla fine, una storia».

Ha messo tutto se stesso in “Respira”?

«Volevo metterci la faccia, l’ho scritto completamente da solo, musica e parole. Era qualcosa che avevo provato io e solo io potevo raccontarlo nel modo giusto. Mi sono chiuso in sala prove e quello che ne è uscito mi è piaciuto. Mi sono detto che ascoltare un disco così mi avrebbe fatto bene. E forse a qualcuno che ha provato i miei stessi sentimenti avrebbe fatto piacere ascoltarlo. Mi sono raccontato senza filtri completamente. Ho scritto quello che mi era successo. Mi piace la psicologia nella musica e nelle parole. Mi sono immedesimato e ho voluto analizzare anche cosa avrebbe pensato lei ascoltandomi».

È un disco di rinascita?

«L’amore è uno dei sentimenti più forti ed è stato l’amore che mi ha spinto a scrivere. Se non avessi vissuto tutto questo, se non avessi sofferto adesso non sarei qui. Analizzare quello che è accaduto ti porta ad una presa di coscienza, riesci a capire davvero cosa ti è successo e poi ripartire da lì, senza strascichi e senza paura. Analizzare tutto mi ha fatto tornare a respirare e in questo senso posso definirlo un disco di rinascita»

Lo sa la “lei” di allora che dalle ceneri della vostra storia è nato un album?

«Non so se lo sa. Credo di sì. Ci siamo lasciati per un tradimento. All’epoca avevo il morale completamente a terra, ma questo disco e scrivere tutte le cose vissute, mi ha fatto crescere umanamente e professionalmente. Mi sono detto: non è capitato solo a me… Purtroppo sono cose che succedono spesso. Sono tante le persone che per svariati motivi si sono lasciate un amore alle spalle. L’importante è andare avanti portandosi dietro le cose belle vissute. È quello che ho fatto anch’io, in questi anni di registrazioni o suonando in giro ho appreso insegnamenti dagli altri. Ho visto una serie di luoghi in cui non sarei andato e ho conosciuto tante persone che diversamente non avrei mai incontrato».

Musicalmente quali sono i suoi principali riferimenti?

«Sono sempre stato molto affascinato dal mondo della psichedelia. La musica di queste canzoni si rifà un po’ alla psichedelia anni 60 e 70. Registrando con strumenti dell’epoca mi sono divertito a creare suoni e atmosfere esoteriche. Mi è piaciuto molto, ma l’ho fatto con cognizione di causa: siamo nel 2020, è giusto utilizzare questi suoni retrò rendendoli però attuali. Ho sentito il bisogno di portare quella musica ai giorni nostri. Volevo quel suono, ma in chiave moderna».

Come è nata invece l’idea di una web serie collegata al disco?

«Il disco sarebbe dovuto uscire a marzo e invece il lockdown ci ha tagliato un po’ le gambe, così ho voluto pensare a una cosa diversa. Anche perché ogni settimana vengono pubblicate centinaia di canzoni nuove e questa offerta così ampia, non ti permette di avere la giusta visibilità. Quindi con Alice Mazzoni abbiamo creato questa web serie realizzata in estate. Ogni puntata racconta una storia. E a ogni puntata è associato un colore. Per “Rivoluzionari ma con calma” per esempio è stato utilizzato un filtro rosso alla Suspiria. Mentre per il singolo “Speranza” abbiamo optato per un filtro verde. Lo stato emotivo della canzone ci ha dettato il colore».

Cosa la aspetta prossimamente?

«Sto pensando di fare una stampa fisica del cd, un disco in vinile a tiratura limitata. Poi sto organizzando qualcosa in streaming in prossimità del Natale. Non appena si potrà ricominciare a suonare tornerò live con una serie di concerti. Il palco è una cosa che mi manca molto».

Sono più importanti le parole o le immagini,?

«È importante il loro connubio. Le immagini in questo caso hanno solo rafforzato le parole, seguendo il disco per filo e per segno. È stato bello rivedere certe scene vissute sulla mia pelle. Ho voluto raccontare, anche attraverso le immagini, la sfera interiore, la paura di parlare con se stessi e con gli altri. Con l’obiettivo appunto di tornare a respirare».

La foto di copertina del cd rimanda a questo particolare momento che stiamo vivendo?

«L’immagine di copertina inizialmente era un’altra. Poi ho voluto scegliere una foto, scattata due anni fa, in cui con un braccio mi copro la faccia come per starnutire. Mi sono detto, deve essere quella foto lì, anche per esorcizzare questo periodo così difficile. Il mondo della musica si è fermato completamente. Gli introiti dei concerti sono azzerati. È una situazione bruttissima. Speriamo di tornare presto a sudare insieme nei live».

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