Ucraina, accolti già 100 profughi nel Riminese

Non si ferma la macchina dell’accoglienza dei cittadini ucraini in fuga dalla guerra a Rimini e in provincia, nell’attesa della riunione di coordinamento convocata dalla Prefettura per oggi. Nel capoluogo sono attese una cinquantina di persone, a Riccione cinque bambini e due famiglie.

E parte la raccolta di aiuti del Centro agro-alimentare riminese e dei volontari del Team Bota.

A Rimini albergatori pronti

Complessivamente, sono più di cento i fuggitivi già arrivati a Rimini, e «da giorni lo sportello del Comune dedicato al supporto e all’accompagnamento dei cittadini stranieri si è attivato per rispondere ai primi bisogni – ricorda palazzo Garampi –, anche mettendo in relazione le richieste di chi arriva con le associazioni e i privati che si sono resi disponibili a dare un aiuto in questa fase emergenziale».

Si tratta solamente di una prima risposta, nell’attesa delle indicazioni del Ministero che verranno condivise oggi dal prefetto, però «la città sin dalle prime ore ha comunque mostrato una grande solidarietà – osserva il Comune –. Diversi operatori turistici hanno messo a disposizione gratuitamente le proprie strutture per accogliere donne e bambini, così come è stata importante la catena di aiuti di associazioni e privati che hanno consentito di inviare generi alimentari, indumenti, coperte e medicinali».

Problema scuola a Riccione

Per i cinque bambini in arrivo a Riccione «non è l’alloggio il problema, perché possono ricongiungersi con un parente in Italia – spiega la vicesindaca e assessora ai Servizi alla persona Laura Galli –, e quindi daremo assistenza per beni di prima necessità, come i viveri, attraverso l’Emporio solidale. Forniremo anche generi necessari come coperte e lenzuola attraverso i nostri Centri diurni».

Ma «a questi bambini vanno garantite anche la scuola e un’assistenza pedagogica – aggiunge –, per cui stiamo lavorando con Caritas e Papa Giovanni per una soluzione più organica, anche attraverso una convenzione per garantire alloggi e sistemazioni».

Raccolta Caar

Nel frattempo, prende il via la raccolta di generi alimentari pronti all’uso (fette biscottate, legumi, merendine, olio e tonno in scatola), di materiali sanitari (bende, disinfettanti e siringhe), di medicinali (antidolorifici, analgesici e insulina), e di candele, torce e sacchi a pelo del Centro agro-alimentare e dei volontari del Team Bota.

«Siamo sicuri di poter fornire un contributo con tutti i nostri concessionari, i grossisti e non solo – commenta Gianni Indino, presidente del Caar –. E abbiamo deciso di contribuire anche mettendo a disposizione i nostri spazi con l’apertura di un centro di raccolta in un’area facile da raggiungere, favorendo così i cittadini della zona nord riminese, da Bellaria a Santarcangelo, a San Vito, che vogliono donare. Un’iniziativa che ha una doppia valenza: da una parte continuare a raccogliere beni per la popolazione ucraina, dall’altra dare la possibilità di utilizzare un luogo facilmente accessibile a tutti per donare il proprio contributo concreto».

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