Uccisa dalla lastra caduta ad Alfonsine, le scuse alla famiglia

«Scrivo il presente messaggio di cordoglio indirizzato alla famiglia, ai parenti e agli amici di Rosa Montanari, la signora deceduta nel terribile incidente stradale avvenuto giovedì scorso sulla Reale, in località Alfonsine». L’uomo alla guida del furgoncino quel terribile pomeriggio, ora indagato per omicidio stradale, ha deciso di prendere la parola, con un’accorata lettera di scuse indirizzata ai parenti e a tutti i conoscenti della 70enne che il 6 maggio ha perso la vita. «Quanto accaduto – scrive l’uomo difeso dall’avvocato Domenico Serafino – ha lasciato in me un profondo senso di colpa e provocato un forte dolore per la terribile vicenda che, ahimè, mi ha visto involontario protagonista. Ero alla guida del furgone quel pomeriggio maledetto e come sempre al lavoro. Sono infatti titolare di una ditta che esegue lavori di lattoneria, copertura tetti e riparazione e sostituzione di grondaie; abito in Italia dal 1996, sono sposato con due figli che hanno da tempo la cittadinanza italiana».

L’indagato è infatti di origine albanese. Quel giorno, come altre volte, stava trasportando del materiale. Ad un certo punto una grembialina di rame si è staccata dal veicolo, colpendo il fuoristrada su cui si trovavano i due coniugi di Masiera di Bagnacavallo come un proiettile, senza lasciare scampo alla donna che si trovava sul lato passeggeri. «Non ho pendenze con la giustizia – ci tiene a sottolineare l’indagato – sono infatti incensurato e privo di precedenti penali. Mi sono sempre dedicato al lavoro e alla mia famiglia e non riesco a darmi pace per quanto successo. Di certo quel pomeriggio tirava un vento fortissimo. La perdita del carico, fermo restando le necessarie e dovute indagini, fatto improvviso e, ribadisco, involontario, ha cambiato la vita di tutti. Naturalmente dei familiari della vittima, ma anche la mia e dei miei cari. Il mio impegno – conclude – sarà volto ad assicurare il giusto risarcimento, rivolgendo nel frattempo un pensiero ed un messaggio di perdono e di scuse per quanto accaduto». Il legale, nel frattempo, ha annunciato che chiederà una consulenza tecnica sui ganci che tenevano fermi quel pezzo di rame, allo scopo di chiarire come sia potuto avvenire l’incidente.

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