CESENA. Sono stati celebrati nella giornata di ieri, dodici giorni dopo l’omicidio, i funerali di Luciana Torri, la donna di 64 anni uccisa nella serata di mercoledì 10 giugno, nel soggiorno della sua abitazione a Bora.
Ad accoltellarla è stato il figlio 29enne Federico Verdoni, da allora in stato d’arresto e piantonato nel reparto di Psichiatria del Morgagni di Forlì.
Il giovane, che è stato arrestato dai carabinieri in piazza a Borello poco dopo avere compiuto il delitto al termine di una camminata in strada fatta completamente senza vestiti né scarpe, una dozzina di ore dopo la sua carcerazione con l’accusa di omicidio è stato trasferito in psichiatria al Morgagni ed ha davanti a sé una lunga, delicata e complessa strada giudiziaria.
Essendo da tempo seguito dal Centro di salute mentale, è facile prevedere che il capo d’accusa di cui è chiamato a rispondere (omicidio volontario aggravato dall’efferatezza e dai futili motivi contestati dal pm Filippo Santangelo) dovrà in futuro fare i conti con perizie per appurare se al momento dei fatti fosse capace di intendere e di volere. In caso di risposta affermativa, rischia l’ergastolo, perché per quel reato non è neppure previsto il processo abbreviato, che prevede sconti di pena. In caso contrario, non sarebbe punibile dal punto di vista penale e la questione da affrontare sarebbe psichiatrica e di prevenzione per evitare che possa fare o farsi del male. Ieri di questa terribile vicenda è stata la giornata per ricordare esclusivamente la vittima, alla quale la comunità intera (per il suo passato da bidella alle scuole materne la donna era molto nota) non ha potuto dire integralmente il suo addio. Il compagno di Luciana Torri, Giancarlo, il fratello Ezio e la sorella Gabriella avevano infatti deciso che le esequie si svolgessero in forma strettamente privata. Tanto che persino i manifesti listati a lutto saranno affissi solo a partire da oggi. Il feretro della 64enne era circondato da una quarantina di amici e conoscenti ieri alla chiesa del crematorio di Tipano. Dove poi la bara è rimasta per le operazioni di cremazione.

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