Tutto su Forlì, nuovo libro di Marco Viroli e Gabriele Zelli

FORLI’. Marco Viroli e Gabriele Zelli tornano a occuparsi di “cose romagnole” con il quarto volume di “Fatti e misfatti a Forlì e in Romagna”: e la nuova opera a quattro mani, pubblicata dal Ponte Vecchio, si presenta in contemporanea con un altro lavoro dei due… Indiana Jones delle ricerche sulla storia locale. Per i tipi di Diogene Book infatti è appena uscita – con le fotografie di Fabio Casadei – anche “Forlì. Guida al cuore della città”, riedizione aggiornata e agile di “Forlì. Guida alla città” che i due autori avevano pubblicato nel 2012.
Si parte da corso Garibaldi
La visita parte da corso Garibaldi e dalle vie adiacenti, vicolo Sassi, vicolo Gaddi… che raccontano il Medioevo forlivese e la sua evoluzione, con i diversi esempi, come i Palazzi Gaddi Pepoli, Tartagni Marvelli o Corbici Reggiani, dei quali sono ancora visibili dettagli e strutture rinascimentali. La guida poi, da piazza Saffi, conduce ai corsi cittadini e in particolare attraverso corso della Repubblica alla Forlì razionalista, alla quale è dedicato un capitolo.
Particolari curiosi
Il libro può essere sfogliato e letto, e permette di trovare tanti particolari curiosi, spesso sconosciuti agli stessi forlivesi, ma può essere utilizzato come vera e propria guida, perché suggerisce percorsi e itinerari nelle diverse zone cittadine. Del resto, sono moltissime le visite raccontate realizzate da Zelli e Viroli negli ultimi anni: sempre frequentate da tanti, forlivesi e non, hanno suggerito una strada, mostrando come Forlì, se la si gira senza fretta e con gli occhi ben aperti e soprattutto insieme a un forlivese appassionato che la conosca nei dettagli, può rappresentare una meta interessante come altre più blasonate, vero palinsesto della storia e dell’architettura italiana, con, al centro, autentici gioielli come i Musei San Domenico, Palazzo Romagnoli e la stessa Forlì del Ventennio.
Un lavoro di anni
Il successo dei volumi precedenti è stata la spinta per i due ricercatori romagnoli a mettere mano poi al quarto volume di “Fatti e misfatti a Forlì e in Romagna”, un’altra pennellata a quel grande affresco della storia forlivese e romagnola a cui Zelli e Viroli lavorano da anni. Anche in questo caso i due autori hanno raccolto storie di uomini e di donne, di luoghi e di eventi, che da soli o insieme avevano pubblicato su “Il Momento”, su “Diogene” o che avevano presentato nelle tante serate e nelle visite raccontate. Da Stefano Pelloni, il Passatore, si passa quindi a Ugolino da Forlì, inventore del pentagramma, ma ci si avvicina anche al presente, con i mini saggi sulla pittrice Irene Ugolini Zoli o su Massimo Zattoni, giovane fotografo scomparso ad appena 29 anni, il cui archivio fotografico è stato recentemente donato dalla famiglia all’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea.
Viroli e Zelli proprio alla Resistenza romagnola dedicano vari capitoli, sia ricordando la figura di Tonino Spazzoli, sia gli eccidi avvenuti per mano dei nazifascisti nell’estate del 1944 alla Fornace Bisulli di Meldola, al passo del Carnaio, a Tavolicci. L’intento dei due studiosi è chiaro, e dichiarato fin dall’inizio di questo percorso, che sta assumendo una cadenza annuale.
Esigenza di fare il punto
«L’interesse per la storia locale – spiegano Viroli e Zelli – è nato in entrambi come esigenza di fare il punto, di capire meglio le radici, per comprendere meglio dove stiamo andando. Dall’altra parte, nel nostro incontro letterario è nata una piccola magia che rende più leggeri e più facili l’atto della scrittura, e quello della ricerca. Far riemergere le tante storie che esistono su Forlì e la Romagna pensiamo infatti sia un punto di partenza per progettarne il futuro. Con un dato aggiuntivo di responsabilità personale che sentiamo nei confronti di chi legge: per questo il nostro lavoro è segnato dall’esigenza di scrivere cose vere, guidati come siamo dalla volontà e… dalla sfida di disegnare passo passo l’identità della terra in cui viviamo: un’identità di cui poi tutti noi, che abitiamo questa Romagna, siamo il risultato».

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