La vittima Luciana Torri

CESENA. Era giorno di mercato ieri a Borello e in mezzo al via vai affrettato di chi faceva acquisti non era raro imbattersi in capannelli di gente che si scambiavano versioni simili della stessa storia: quella di un ragazzo che ieri sera ha ucciso la mamma.
Una tragedia che ha scosso la piccola comunità della collina cesenate. In tanti ieri si chiedevano il perché, come fosse potuto succedere, ma anche cosa sia realmente successo tra le mura di quella casa. Altri hanno raccontato quanto sapevano direttamente ai carabinieri. Che stanno vagliando tutte le versioni ricevute.
Incidente e assenza
A quanto pare Federico Verdoni due giorni fa aveva avuto un piccolo incidente d’auto. Nulla di grave e pochi danni. Abbastanza però da agitarlo e distrarlo al punto da abbandonare dentro la vettura il telefono cellulare.

Federico Verdoni

Così la madre lo avrebbe cercato senza esito tutto il pomeriggio ed in prima serata. Mentre lui non rispondeva al telefono perché stava passando la giornata prima al bar, poi a cena con gli amici. Quando Federico è tornato a casa, verso le 21.30, ad aspettarlo ha trovato una madre in ansia per non averlo sentito tutto il giorno. Una madre che lo era andato anche a cercare in giro per il paese e che facilmente gli avrà chiesto con insistenza conto di dove fosse stato tutto quel tempo e del perché non avesse risposto al telefono.
L’omicidio si è di lì a poco consumato a Bora nel loro appartamento, dentro la palazzina di via dell’Orto. Dopo aver ucciso la mamma Federico Verdoni è fuggito ed a lungo ha corso nudo tra Bora e Borello, fermando le macchine e spaventando i passanti che incontrava sul tragitto.
I commenti
«Si sentiva invincibile», bisbiglia qualcuno e il racconto di quelle scene passa di bocca in bocca. «Urlava a tutti “chi è più forte di me?!”».
Le teste che scrollano di incredulità le espressioni sconvolte sottolineano che sebbene in tanti fossero a conoscenza in una qualche misura del disagio psichico del ragazzo, nessuno in paese avrebbe mai sospettato che potesse essere violento con la madre.
Chi conosce Luciana Torri la descrive come una persona cordiale, disponibile, piena di cure per quel figlio che aveva sempre gestito da sola perché a nulla erano valsi i suoi tentativi di incoraggiarlo a intraprendere un percorso terapeutico che lo aiutasse a controllare quegli sbalzi d’umore.
«Aveva avuto una vita non facile – racconta un amico della madre – non si meritava tutto questo».

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