Tutelare insetti e anfibi: l’esempio viene dalle Foreste casentines

È una buona pratica per tutta Italia. Ecco perché il progetto di conservazione degli anfibi e delle farfalle delle aree umide del Parco nazionale delle Foreste Casentinesi è stato presentato, lo scorso 21 maggio, tra gli esempi illustrati per la Giornata europea della Rete Natura 2000.

L’iniziativa lotta contro le minacce alle popolazioni dell’ululone appenninico, della salamandrina di Savi, del tritone crestato italiano, della falena dell’edera e del bombice del prugnolo.

Sono loro messi a rischio dall’alterazione e riduzione degli habitat idonei alla loro vita e anche ai siti di riproduzione. Tra queste specie, due anfibi hanno rischi maggiori: l’ululone appenninico, è messo a rischio dalla Batrachochytrium dendrobatidis, un agente che causa la chitridiomicosi e la salandrina di Savi è in pericolo anche a causa della maggiore presenta di salmonidi, come la trota fario, che sono stati introdotti sul territorio per la pesca.

Ma come fare per tutelare queste specie?

Il progetto Life WetFly Amphibia svolge una serie di azioni di conservazione: dal rafforzamento delle popolazioni al ripristino degli ambienti umidi. Nel parco sono stati controllati 62 corpi idrici, 44 dei quali colonizzati dagli anfibi (il 71% del totale). È stata accertata la presenza di 10 specie di anfibi. Abbastanza frequente è il tritone crestato italiano, con 24 siti di riproduzione nel parco, principalmente nel versante tirrenico. Nel versante adriatico, invece, c’è l’ululone, del quale sono stati notati 56 siti di riproduzione. Romagnola è anche la salamandrina di Savi, notata in 175 siti di riproduzione.

Il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, conta su 36mila ettari tra Romagna e Toscana e ha al suo interno la Riserva naturale integrale di Sasso Fratino, patrimonio dell’umanità dell’Unesco. In larga parte il parco è coperto da bosco, con 5.000 ettari di foreste secolari con le Riserve bioenergetiche casentinesi e quella del Santuario Francescano della Verna.

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