RAVENNA. Se l’azzeramento del turismo ad aprile, e il -72% nei primi quattro mesi dell’anno, erano in qualche modo prevedibili visto il lockdown e l’impossibilità di muoversi, è più difficile capire come andrà il resto dell’anno. Ci prova Guido Caselli, direttore del Centro Studio di Unioncamere regionale. Caselli non dà troppe speranze per il 2020: «In provincia di Ravenna – spiega – ci aspettiamo un calo complessivo nel corso dell’anno del 40/45 per cento così distribuito: -60 per cento per quanto riguarda gli stranieri e -35 per cento sugli italiani». Poche quindi le speranze di vedere tornare i turisti italiani in provincia di Ravenna. Per un terzo di loro l’appuntamento sarà come minimo nel 2021.

Il valore del turismo
Il guaio è che, dopo Rimini, Ravenna è la provincia in cui il contributo che il turismo dà all’economia è il più alto. Quanto? Secondo i dati riportati di Caselli il valore aggiunto del settore all’economia è pari al 36 per cento. Il valore aggiunto misura in sostanza quanto apporta un determinato settore al territorio. Il pil secco del turismo, spiega il direttore del centro studi, vale invece il 22 per cento. «Per quanto riguarda il personale, un quarto dei lavoratori in provincia di Ravenna è impiegato in imprese legate al settore turistico».
Ecco perché i numeri tragici del turismo di aprile (-98%) hanno portato tanta preoccupazione: si pensi ad esempio al dramma delle guide turistiche, scese in piazza per protestare e chiedere che le visite di gruppo ai monumenti, quando possibili, fossero ripristinate in fretta.
Ripresa difficile il prossimo anno
E per quanto riguarda una possibile ripresa nel 2021? «Per gli anni a venire – continua Caselli – è più difficile fare previsioni. Difficile dire se ci sarà un rimbalzo ma è già possibile ipotizzare che ai livelli del 2019, che era stato un anno molto buono per il turismo, si tornerà soltanto nel 2022».
Qualche considerazione anche per il commercio: «Abbiamo per ora una fotografia parziale – dice – ma il calo congiunturale è stato del 5%». Dati che confermano le impressioni degli operatori del centro storico che, all’esordio di Ravenna Bella di Sera, hanno sostenuto che il calo dei turisti si fa già sentire. Per il centro studi di Unioncamere, le proiezioni vedono una flessione fino all’8%. In particolare sono «in grande difficoltà in negozi di abbigliamento». A pesare anche l’e-commerce che su scala nazionale vale il 7/8 per cento ma che potrebbe aver aumentato la sua quota proprio in occasione del lockdown.

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