Turismo, Corsini: “Rimpiazziamo i russi con tedeschi e italiani”

“Prova generale” del 25 aprile e dell’1 maggio superata per il turismo della riviera romagnola. Non si tornerà ai numeri pre-Covid neanche quest’anno, magari, ma il recupero di arrivi e presenze procede. Mentre non preoccupa il calo dei turisti russi, incoraggiano in particolare i flussi degli ultimi due weekend, che erano attesi per testare il polso della situazione dopo il boom dei rincari energetici e la guerra in Ucraina a rimpiazzare le ansie della pandemia.

“Mancheranno i russi? È un’assenza importante che vale più che altro per la riviera, non per le città d’arte. In riviera, credo che i russi verranno sostituiti da turisti italiani, tedeschi e del nord Europa, che stanno tornando in maniera importante. Numericamente non vediamo contraccolpi, quindi, anche se la loro presenza e la loro capacità di spesa è sempre stata molto alta. Ma ci siamo attrezzati per sopperire alla loro mancanza”, assicura l’assessore regionale al Turismo, Andrea Corsini. Interpellato oggi a margine di un evento in piazza Maggiore, evidenzia Corsini più in generale sui flussi recenti: “Il bilancio per ora è sicuramente positivo anche perché il raffronto con i due anni precedenti non può che esserlo. C’erano sostanzialmente zero turisti e ora finalmente si riparte con la primavera e le città d’arte, che sono piene. Anche la montagna e la stessa riviera stanno andando molto bene, e siamo ripartiti pure con i congressi”.

“Avremo numeri vicini a quelli del 2019”

Tira le somme dunque Corsini a margine di una conferenza in piazza Maggiore a Bologna: “Non siamo ancora al 100% del recupero, ma l’inizio della stagione è buono e gli eventi sportivi rappresentano un traino straordinario fino a giugno, quando poi chiuderanno le scuole e partirà il turismo delle famiglie. Nel 2022 – prevede l’assessore regionale – torneremo quindi ad avere numeri molto vicini a quelli del 2019, avanti così. Certo, tutto questo con l’incognita delle ripercussioni per la guerra in Ucraina, con difficoltà nelle famiglie per l’aumento dei costi della materie prime, per l’inflazione che galoppa. La preoccupazione è reale ma speriamo arrivino buone notizie nelle prossime settimane”. 

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