Turismo a San Marino, l’allarme del Cto: “Il tempo è scaduto”

Incertezza e difficoltà, queste sono le parole che descrivono la situazione al tempo della pandemia. È il Cto (Comitato Turismo Organizzato) di San Marino a renderlo pubblico, unendosi alle associazioni omonime del turismo organizzato italiano, da Astoi a Fiavet, Fto, Aidit, Assoviaggi e Maavi, per lanciare insieme l’ultimo grido di allarme e richiedere interventi urgenti mirati, subito. Dati alla mano emerge un quadro desolante.

Secondo le stime ufficiali Italiane i viaggi verso l’estero registrano nel 2021 una flessione del 92%, mentre il business travel ha perso tre quarti del proprio giro d’affari e il settore eventi perde l’80% del proprio business. Anche l’incoming è crollato, la presenza di stranieri ha subito un calo del 54%, mentre il turismo scolastico è ancora bloccato, sepolto da ben 24 mesi. Il comparto del turismo organizzato è l’unico ad essere rimasto fermo durante tutta la pandemia, un settore di cui le economie degli stati non possono fare a meno.

“Lo stato deve fare la sua parte: il turismo non è un capriccio – interviene in modo deciso Luca Ruco, Rappresentante CTO San Marino-. Chiediamo ai segretari Lonfernini (Lavoro) e Gatti (Finanze) di ascoltare le nostre istanze. Le nostre aziende stanno morendo, nell’indifferenza delle istituzioni. Pare che nessuno, a San Marino come in parte in Italia, abbia coscienza della gravità della crisi in cui versano tour operator e agenzie di viaggio. Da febbraio 2020 a dicembre 2021 è stato perso oltre il 90% dei fatturati di gran parte dei nostri associati. Siamo al collasso, con urgenza servono ristori coerenti alle perdite e azioni concrete. Il governo si deve assumere la responsabilità di mettere in sicurezza il turismo organizzato o la colpa di averlo lasciato morire”.

Le richieste

Tutte le associazioni concordano sulle necessità urgentissime da implementare immediatamente, anche utilizzando il veicolo della legge di Bilancio 2022 e chiedono: 

1) Ristori a Fondo perduto con percentuali e importi utili al sostegno delle attività (minimo 5% delle perdite di fatturato tra 2019-2021)

2) Sostegno alla liquidità con garanzie statali 100% e finanziamenti agevolati 

3) Proroga della Cassa Integrazione Guadagni (causa 5)

4) Spalmatura delle perdite di esercizio

5) Contenimento dei costi del personale di rientro dalla CIG

6) Proroga pre-ammortamento finanziamenti agevolati

“Tra i drammi della possibile disoccupazione nel settore, (circa 400 famiglie) emerge anche un dato importante in un momento in cui l’occupazione femminile è tra le più colpite: 283 sono le donne, oggi impiegate, che potrebbero perdere il lavoro.

Senza un immediato intervento del governo si chiude la storia di un intero settore che negli ultimi 50 anni ha sempre contribuito all’economia del nostro Paese”.

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